Teaser Tuesday

Gli occhi neri di Susan – Di mercoledì

Buon pomeriggio lettori!!
Come tutti i Martedì eccoci per mostrarvi i due estratti dai libri che stiamo leggendo, oggi infatti è il giorno dedicato alla rubrica: Teaser Tuesdays!

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Il libro che sto leggendo è Gli occhi neri di Susan di Julia Heaberlin, un thriller. Sono appena all’inizio che sembra un po’ confusionario ma sono molto curiosa di scoprire come si evolverà questa storia!

Fuori è il tipico mezzogiorno del Texas, ma non qui dentro. Questo posto è al buio e in una dimensione senza tempo, macchiato da una storia violenta. La chiesa fu abbandonata per otto anni e questa stanza veniva utilizzata come officina pe i trafficanti di droga. La prima e l’unica volta in cui sono stata qui Angie mi ha detto che il giovane prete ha imbiancato da solo le pareti per quattro volte. Le rientranze e i buchi delle pallottole nei muri, le spiegava, sarebbero rimasti piantati là come i chiodi nella croce. Per non dimenticare. La lampada della scrivania, unica fonte di luce, illumina debolmente la stampa senza cornice appesa alla parete, la Lapidazione di Santo Stefano. La prima opera nota di Rembrandt che lui ha dipinto a diciannove anni. Avevo imparato la tecnica del chiaroscuro in un altro seminterrato, con mio nonno chino sul suo cavalletto. luci forti e intense e zone d’ombra.
Gioia
Io invece sto leggendo Di Mercoledì di Anna Marchesini, un libro particolare che non mi convince del tutto sia per il contenuto sia per lo stile con cui è scritto. Vi lascio qui la recensione di Gioia.
Eppure lei non si metteva in gara, lei si sentiva contenta di sé, della vita, della sua esistenza crepuscolare, si sentiva a posto; era con suo marito che non riusciva ad essere se stessa, a consistere, a tradursi in pensieri parole e gesti che fossero lei, che dicessero di lei la verità, che non era annacquata per niente, era piuttosto sempre in accordo con le cose, semplicemente soddisfatta, senza aspettarsi nulla; sì è vero in mote occasioni, a tavola durante i pasti soprattutto, lui la rimproverava di attingere nei suoi discorsi ad una inesauribile riserva di luoghi comuni, non c’era dubbio era così che accadeva, tuttavia lei lo faceva esclusivamente per comare i silenzi, del resto quando si arrischiava su terreni maggiormente impervi e tentava di argomentare le sue elaborazioni o quando solo si sforzava di esprimere un parere anche su fatti concreti, suo marito la demoliva con poche adeguatissime parole, si assumeva l’onere di rivelare la verità sull’argomento in questione e a lei rimandava una sorta di scorante consapevolezza, sempre la stessa, di aver costruito uno di quegli edifici concettuali, forse fantasiosi, ma instabili e inconsistenti come una pagoda cinese.
E voi? Cosa state leggendo?

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