Piccole dosi,  Recensioni

Piccole dosi – Notti in bianco, baci a colazione

Ciao a tutti amici lettori!
Oggi voglio citare una lettura che mi ha divertito, emozionato: Notti in bianco, baci a colazione di Matteo Bussola.
Notti in bianco, baci a colazione è il racconto di un uomo, delle sue difficoltà nel diventare padre, ma dell’immensa felicità che questo evento regala. Un libro ironico, esilarante che alterna momenti di infinita spensieratezza a sentimenti puri e delicati. Lo consiglio davvero a tutti.
Virginia, Ginevra e Melania sono le lenti da miope con cui osservo il mondo. La vista che mi regalano mi consente uno sguardo diverso su tutto, anche su ciò che sono stato prima di loro. Credo si chiami: mettere le cose in prospettiva. Le prospettive ci insegnano a tracciare orizzonti e a capire che ogni cosa cambia a seconda di come scegli di guardarla, e che a volte i futuri più improbabili sono il risultato di una rincorsa che hai cominciato a prendere quando nemmeno lo sapevi. Devi solo vincere la paura di saltare quando arriva il tuo momento. La paternità è stata il mio salto.

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Il battito.
Accede quasi ogni mattina. Entro nella stanza per svegliarla, indugio un attimo in ascolto, nel buio, e non sentendo alcun rumore, nemmeno quello del respiro, le poso una mano sulla schiena, col palmo tutto aperto, e lei non si muove, allora premo leggermente, la scuoto appena, e dopo circa un secondo balza in piedi sul lettino come una molla. In quel lunghissimo secondo, il mio cuore salta un battito.
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[…] Uno dei motivi è che quando Paola e io ci siamo incontrati la prima volta eravamo due alberi storti. Abbiamo deciso di metterci insieme, ma ci è risultato evidente da subito che non era possibile che l’uno riuscisse a raddrizzare l’altro, né che dai nostri due alberi storti potesse venirne fuori uno solo dritto. Però, appoggiandoci, è venuta fuori una capanna. La capanna è viva e cresce ogni giorno. Certe volte ondeggia sotto il vento forte. Fino a qui, niente è riuscito ad abbatterla.
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Quel che le madri non sospettano è che quando i padri si alzano alle tre di notte per coccolare i figli non è per fare i gentili, né per lasciarle dormire. E’ solo per recuperare il senso.
Respirare, stringere, stare a godersi quel che c’è. Sentirsi un po’ più vicini a una cosa che in fondo non hanno mai avuto e mai avranno. Perché quello che le donne non dicono non è niente in confronto a quel che gli uomini non sanno.
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Ogni mattina mi alzo alle 5.05. E’ così da anni, ho un’ipotesi sul perché.
La scritta rossa 5.05, sulla sveglia a led luminosi di Paola, con i tipici caratteri squadrati degli orologi al quarzo, io la leggo sempre come: S.OS. Esseoesse. Nella mia fantasia, è una richiesta di soccorso che viene da un’altra dimensione, come un messaggio dentro una bottiglia scagliata in mare aperto. So che se mi alzo alle 5.05, da qualche parte nell’universo, sto salvando qualcuno. Ho scoperto solo da poco che quel qualcuno sono io.
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-Dentro al cuore c’è il bene?
-Dentro al cuore c’è tutto.
-Perché?
-Perché il cuore è come un grande armadio, Ginevra, – ho detto – Ci sono dentro le persone che hai scelto, poi ci sono il ripiano dei baci, i cassetti degli abbracci, gli appendini degli sguardi, gli scaffali del male e quelli del bene, Tutto.
-Melania ha il cassetto dei lecconi sulla faccia!
-Vero, – ho detto ridendo.
-Papà, – ha detto.
-Cosa?
-Nei cuori ci sono anche l’amore, vero?
-Si, ma non si dice ci sono, Ginevra. Si dice c’è, l’amore è singolare.
-Non è vero – ha detto seria. -L’amore sono tanti.
Mi sono zittito e non l’ho corretta più, perché l’amore sono tanti anche secondo me.
Buona lettura!
Avete già letto Notti in bianco, baci a colazione?
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