Piccole dosi

Piccole dosi – A cosa servono i desideri di Fabio Volo

Ciao Twinslettori!
Oggi Piccole dosi su A cosa servono i desideri di Fabio Volo, una lettura che sinceramente mi ha deluso parecchio. Un libro breve fatto perlopiù di citazioni e aforismi, composto da poche pagine e da pochi pensieri, riflessioni che l’autore fa sulla sua vita lontano dai propri cari, sulle scelte, considerate giuste o sbagliate, e sul cambiamento.
In linea generale non consiglio assolutamente questo libro, ma ci sono alcune frasi che mi hanno colpito e che ho deciso di condividere con voi.
 
 
 
C’è voluti del tempo per capire che il mio disagio era una forma di amore vero, reale, verso la mia persona. C’è voluto del tempo per imparare che l’egoista non è chi ama se stesso ma chi “si occupa” solo di se stesso.
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Come tutti, sono nato con un naturale istinto alla libertà, e il mio carburante era la gioia di esserci.
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L’amore per i libri mi ha aiutato a trovare il coraggio, perché mi ha spinto a indagare su me stesso. Dentro i personaggi delle storie che leggevo trovavo sempre qualcosa che mi apparteneva, qualcosa che mi parlava. Era come se potessi riconoscere le cose nel profondo. Le parole di altri erano un’eco per sentimenti e pensieri che portavo già dentro e non sapevo di avere. Erano perfette per esprimere quello a cui non riuscivo a dare una forma precisa, erano in grado di raccontare ciò che non sapevo descrivere. 
Leggere metteva in moto tutto quello che c’era dentro di me: fantasia, emozioni, sentimenti, desideri. Era una specie di apertura dei sensi verso il mondo.

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Ho capito che non c’era niente da aggiungere, era già tutto dentro di me, dovevo solo trovare il coraggio di emanciparmi da quello che mi ingabbiava e che mi impediva di vedere chi fossi.
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Dovevo lasciare andare anche gli ultimi ormeggi che mi tenevano legato a una vecchia idea di me. Dovevo solo diventare ciò che ero già, anche se non era del tutto chiaro ai miei occhi. Sapevo cosa mi piaceva, cosa non volevo essere, non ancora cosa volessi diventare.
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Per assurdo, nella solitudine non mi sentivo più così solo.
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Forse i desideri non sono una cosa da realizzare, una meta da raggiungere, ma il carburante per metterci in moro. La meta siamo sempre noi, e noi siamo in perenne mutamento.
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Le cose non si vedono per ciò che sono, ma per ciò che sei.
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Come si fa a capire se nella vita avere grandi sogni è da presuntuosi o da coraggiosi? 
Come si fa a sapere se è giusto desiderare di più o se invece è più intelligente imparare ad apprezzare quello che si ha e goderne fino in fondo?
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Le domande sono sempre le stesse, sono le risposte che, come noi, cambiano in continuazione.
Cambiano insieme a noi.
 
 
Buona lettura!
 
 
 
 
 
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