Piccole dosi

Piccole dosi – Le ho mai raccontato del vento del Nord di Daniel Glattauer

Salve a tutti amici lettori!

Dopo tanto tempo torno con una rubrica che mi piace davvero molto: quella sugli aforismi, le citazioni che mi hanno colpito, incuriosito ed emozionato di più.
Nel post di oggi vi parlo di una delle mie ultimissime letture Le ho mai raccontato del vento del Nord di Daniel Glattauer, una lettura che mi ha colpito davvero molto per lo stile estremamente scorrevole e coinvolgente. Il romanzo è in realtà uno scambio di e-mail tra due perfetti sconosciuti, Emmi Rothner e Leo Leike, che per un malinteso iniziano una frequente corrispondenza che li porta a vivere sentimenti puri. Il lettore conosce i personaggi pagina dopo pagina, fino ad averne una descrizione appena approssimata. La vera protagonista del romanzo è infatti la psicologia dei due personaggi, un viaggio interiore fatto di cambiamenti e stravolgimenti; una “storia”, quella di Emmi e Leo, che rimane eternamente sospesa sul filo dell’indecisione tra la paura di affrontare la “vera realtà” e la curiosità di conoscere chi si nasconde dietro allo schermo.
[…]
Per quel che mi riguarda – glielo confesso – lei, cara Emmi, mi interessa da matti! Non so dirle perché, ma so che c’è stato un motivo scatenante. Però so anche quanto sia assurdo il mio interesse, non sopravviverebbe mai ad un incontro, e non è una questione di aspetto fisico, età, capacità di trasporre in un eventuale appuntamento il notevole fascino delle sue e-mail e di infilare nelle corde vocali, nelle narici, negli angoli della bocca e nelle narici l’ironia dei suoi messaggi. Sospetto che questo mio “folle interesse” si nutra esclusivamente della casella di posta. Perciò suppongo che qualsiasi tentativo di farlo uscire da lì si risolverebbe in un misero fallimento.

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[…] E non ho mai avuto intenzione di sapere che aspetto ha. Uso i messaggi che mi scrive per costruirmi un’immagine di lei. Una Emmi Rothner fai-da-te. Per me lei mantiene i lineamenti di quando è cominciato il nostro rapporto, non importa se ha alle spalle tre fallimenti matrimoniali, cinque felici divorzi o se tutte le mattine si sveglia “ancora libera” e pronta a darsi alla pazza gioia al sabato notte come una ragazzina.
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A seconda delle giornate, sfoggia un “folle interesse” o un disinteresse ai limiti del patologico. E, a seconda, la cosa mi inquieta o mi stuzzica. Al momento, siamo di nuovo al “mi stuzzica”. Lo confesso. Ma forse lei è un lupo di grandine (rumeno) solitario, inibito, randagio, grigio, incapace di guardare negli occhi una donna. Uno che ha una paura da matti degli incontri veri. Che deve costruirsi mondi immaginari perché non sa cavarsela in quello concreto, reale, da vivere e toccare con mano. Forse lei è un vero complessato dalle donne.
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Quando penso a Emmi, non penso a nessuna delle tre Emmi descritte da mia sorella, ma alla quarta, la mia. Inoltre: si, certo che penso sempre a Emmi.
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No Emmi, lei non è una qualunque. Se c’è una che non è una qualunque, quella è lei. Non per me. Lei è come una seconda voce dentro di me che mi accompagna durante la giornata. Ha trasformato il mio monologo interiore in un dialogo. Arricchisce la mia vita interiore. Le sono grato per il suo umorismo, il fascino, la vitalità, si persino per le sue “cose di cattivo gusto”.
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Emmi, mi scriva. Scrivere è come baciare, solo senza labbra. Scrivere è baciare con la mente.
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Emmi: Leo, la prego, incontriamoci! Forse è la nostra ultima occasione. Che rischio corre? Cos’ha da perdere?
Leo: 1. Lei.
2. Me.
3. Noi
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Sfido a trovare due conoscenti più casuali di noi.
E voi lo avete letto? Cosa ne pensate?
Buona lettura!
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