5 cose che

5 libri con più di 500 pagine che consiglio

Buoooongiorno cari Twinslettori!!
Incredibile ma vero, ci stiamo per lasciare alle spalle un’altra torrida settimana. Nel frattempo mi sono fidanzata col ventilatore, ormai abbiamo una relazione intensa anche se so che sarà un classico amore estivo, passeggero.
Strombolate a parte!
E’ Venerdì quindi, come direbbe Ligabue, non mi rompete i cogliomberos, e non c’è caldo che sciolga: l’appuntamento con “5 cose che” è quiii!
Oggi si parla di “malloppi”, termine tecnico per indicare libri che hanno un consistente numero di pagine. Il mio rapporto con tali libroni è un po’ altalenante. Per anni li ho guardati con un certo timore e quei pochi mallopponi che mia sorella leggeva, li avevo regrediti all’ultimo scaffale della libreria. Poi, con un libro, anzi con una serie di malloppi (il primo della lista) c’è stato un lento avvicinamento, e con un secondo (il secondo della lista ^^’) c’è stato l’incontro definitivo. Adesso non mi spaventano più tanto che in ogni scaffale c’è almeno un bel malloppetto che se la “scoatta”, altro termine tecnico, tra i libretti.
Ecco quindi 5 libri con più di 500 pagine che consiglio!
Terre D’Ange: un regno fondato dagli angeli e popolato da individui in cui una bellezza mirabile si accompagna a un’incondizionata libertà fisica e mentale. Un unico precetto guida infatti le Tredici Case che lo dominano: Ama a tuo piacimento. Destinata sin dalla tenera età a servire in una delle Case, Phèdre è nata con una piccola macchia scarlatta nell’occhio sinistro. Per molti, un difetto irrimediabile. Per altri, un segno rarissimo e sconvolgente: il Dardo di Kushiel, il marchio che contraddistingue le “anguissette”, coloro che possono mescolare la sofferenza e il piacere per natura e non per costrizione. Ma quando il nobile Delaunay la riscatta, il futuro di Phèdre si apre verso l’ignoto: non consumerà i suoi giorni come perfetta cortigiana, diventerà una spia. Il regno di Terre d’Ange, infatti, è inquieto e agitato, e Delaunay vuole scoprire chi sta tramando nell’ombra… Un’eroina conturbante, una saga animata da poeti e cortigiani, regine e sacerdoti guerrieri, principi e vagabondi; un’epopea immersa in un’atmosfera che ricorda “Le mille e una notte” e che si snoda fra intrighi di corte e relazioni pericolose, viaggi e rivelazioni.
 
 
Il dardo e la rosa di Jacqueline Carey. Ecco questo è il libro che mi ha trasportato nel mondo fantasy e in quello dei “grandi”, con le sue 888 pagine! E’ il primo di una serie composta anche da La prescelta e l’erede (747) e La maschera e le tenebre (830), quindi pensate alla soddisfazione personale una volta terminata la serie, per me che ero abituata a leggere libri con al massimo 300/350 pagine! L’ho già citata in diversi post della rubrica e già vi ho detto che mi è piaciuta tantissimo, anche se ormai sono passati dei secoli. Mi piacerebbe rileggerlo!!

 
 
Ambientato nella Francia della Restaurazione e della monarchia di Luigi Filippo, Il conte di Montecristo è la storia di un’ingiustizia subita, riscattata da una vendetta portata alle sue estreme conseguenze. È anche una storia di onnipotenza: Edmond Dantès, vittima innocente dell’invidia dei suoi calunniatori, li distrugge sul loro stesso terreno, li annienta utilizzando gli stessi strumenti grazie ai quali sono diventati ricchi e potenti. Come un eroe senza tempo, riassume nella sua vendetta bene e male, si confronta con i limiti stessi della condizione umana, superandola: la vittoria è giusta ma amara, la vera liberazione è sempre oltre, altrove. Il Conte di Montecristo è il romanzo più completo di Dumas, una sorta di testo vivente in cui si intrecciano e coesistono il contesto storico, le vicende individuali, la realtà e l’immaginazione.
L’incontro ravvicinato che mi ha fatto passare tutte le mie paure è stato quello con Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas! Anche questo è un classico che cito spesso e volentieri, qui potete trovare la recensione e qui un post dedicato a Edmond Dantés alias il Conte di Montecristo. E’ una storia che ha bisogno del suo tempo per essere letta, io ho impiegato quasi un mese ma dico che vale la pena e che se ce l’ho fatta io ce la possono fare tutti! E’ uno di quei libri che credo debbano essere letti almeno una volta nella vita. E’ stato pubblicato all’inizio ad “episodi”, quindi si presta bene anche ad essere intervallato ad altre letture. Quindi o divorato tutto insieme o a puntate…leggetelo!! 😛

È l’estate del 1962 quando Eugenia “Skeeter” Phelan torna a vivere in famiglia a Jackson, in Mississippi, dopo aver frequentato l’università lontano da casa. Skeeter è molto diversa dalle sue amiche di un tempo, già sposate e perfettamente inserite in un modello di vita borghese, e sogna in segreto di diventare scrittrice. Aibileen è una domestica di colore. Saggia e materna, ha allevato amorevolmente uno dopo l’altro diciassette bambini bianchi, facendo le veci delle loro madri spesso assenti. Ma il destino è stato crudele con lei, portandole via il suo unico figlio. Minny è la sua migliore amica. Bassa, grassa, con un marito violento e una piccola tribù di figli, è con ogni probabilità la donna più sfacciata e insolente di tutto il Mississippi. Cuoca straordinaria, non sa però tenere a freno la lingua e viene licenziata di continuo. Sono gli anni in cui Bob Dylan inizia a testimoniare con le sue canzoni la protesta nascente, e il colore della pelle è ancora un ostacolo insormontabile. Nonostante ciò, Skeeter, Aibileen e Minny si ritrovano a lavorare segretamente a un progetto comune che le esporrà a gravi rischi. Il profondo Sud degli Stati Uniti fa da cornice a questa opera prima che ruota intorno ai sentimenti, all’amicizia e alla forza che può scaturire dal sostegno reciproco. Kathryn Stockett racconta personaggi a tutto tondo che fanno ridere, pensare e commuovere con la loro intelligenza, il loro coraggio e la loro capacità di uscire dagli schemi alla ricerca di un mondo migliore.
Decisamente più leggero (ma non superficiale, anzi!) è The help di Kathryn Stockett. Storia che adoro e adoro ancora di più le protagoniste!! Di quelle belle toste!  Con uno stile fresco e brillante, il libro pone l’attenzione sulla condizione delle domestiche di colore nell’America degli anni ’60, più precisamente nel Mississippi. In men che non si dica vi troverete a fare il tifo per Aibileen e Minny! Se non lo avete ancora letto e siete indecisi sui libri da portare in vacanza, correte a recuperarlo ed infilatelo subito in valigia!

Bellissima eppure timida e solitaria, Maia è l’unica delle sue sorelle ad abitare ancora con il padre ad Atlantis, lo splendido castello sul lago di Ginevra. Ma proprio mentre si trova a Londra da un’amica, giunge improvvisa la telefonata della governante. Pa’ Salt è morto. Quel padre generoso e carismatico, che le ha adottate da bambine raccogliendole da ogni angolo del mondo e dando a ciascuna il nome di una stella, era un uomo di cui nessuno, nemmeno il suo avvocato e amico di sempre, conosceva il passato. Rientrate precipitosamente nella villa, le sorelle scoprono il singolare testamento: una sfera armillare, i cui anelli recano incise alcune coordinate misteriose. Maia sarà la prima a volerle decifrare e a trovare il coraggio di partire alla ricerca delle sue origini. Un viaggio che la porterà nel cuore pulsante di Rio de Janeiro, dove un vecchio plico di lettere le farà rivivere l’emozionante storia della sua antenata Izabela, di cui ha ereditato l’incantevole bellezza. Con l’aiuto dell’affascinante scrittore Floriano, Maia riporterà alla luce il segreto di un amore sbocciato nella Parigi bohémienne degli anni ’20, inestricabilmente legato alla costruzione della statua del Cristo che torreggia maestosa su Rio. Una vicenda destinata a stravolgere la vita di Maia.
Avrei potuto citare la maggior parte dei libri di Lucinda Riley dato che sono tutte delle bellissime storie e i suoi libri superano quasi tutti le 500 pagine, ma quello che vi consiglio particolarmente è Le sette sorelle (recensione) il primo di una serie di 7 romanzi appunto, dedicato a 6 sorelle (+1 xD) Pa’ Salt ha adottato le 6 sorelle da diverse parti del mondo, adesso che lui è morto lascia loro tutti gli indizi necessari a scoprire di più sul loro passato. Non solo sono storia, come tutti i libri di Lucinda, ambientati in diverse parti del mondo e in continuo scambio tra presente e passato, ma c’è anche un mistero che tutte le sorelle devono risolvere. Esce un libro all’anno ed ognuno è dedicato ad una protagonista e siamo arrivati al terzo (che io devo ancora leggere), quindi se vi va di supplire insieme, iniziate la serie!
 
Pubblicato nel 1853, Villette è l’ultimo romanzo compiuto di Charlotte Brontë, e da taluni è considerato il suo vero capolavoro. Un’opera percorsa da una forza straordinaria che si rispecchia nella determinazione della protagonista, la timida Lucy Snowe. Orfana e sola, Lucy ottiene un posto presso un collegio femminile nella città di Villette, dove spera di lasciarsi finalmente alle spalle le difficoltà del passato e iniziare una nuova vita. Ricco di elementi autobiografici, il romanzo ci regala il ritratto di un’eroina estremamente moderna, sensibile e combattiva, animata da una passione travolgente che la rende viva, reale. L’espediente del doppio, la lucidità d’introspezione, le molteplici sfaccettature dei personaggi, il loro modo di evolversi e definirsi gradualmente e con estrema precisione man mano che la vicenda si snoda, rendono Villette un piccolo gioiello della letteratura ottocentesca. «Villette! Villette!», scrisse George Eliot, «è un romanzo ancora più incredibile di Jane Eyre. C’è qualcosa di sovrannaturale nella sua forza».

 

Per ultimo consiglio, un altro classico! Questa volta vi ho risparmiato con zia Jane dato che la Austen, come me, non amava i malloppi! Cito quindi un’altra delle mie scrittrici d’altri tempi preferite: Charlotte Brontë. Non cito Jane Eyre, un po’ perché è il suo libro più letto e conosciuto e un perché non ce l’ho con me e non posso controllare le pagine (Simonaaaa quando ce lo riporti?!) anche se sono certa superi abbondantemente le 500 pagine. Il libro che vi consiglio è Villette! Per i classici, dipende un po’ dall’edizione, la mia è il minimammut della Newton Compton e supera di pochissimo le 500, con 508. Ma visti i caratteri minuscoli credo che qualsiasi altra edizione si possa trovare, le pagine saranno sicuramente di più (qualcuno me lo può confermare?) Villette è l’ultimo romanzo compiuto della Bronte ed è da molti considerato migliore di Jane Eyre.
Ok, per oggi ho blaterato abbastanza.
Adesso ditemi voi, quali sono 5 libri con più di 500 pagine che consigliate?
Leggi anche il post di:
Prossimi appuntamenti:
11 Agosto – 5 sigle preferite di serie tv
18 Agosto – 5 libri che non sono il mio genere ma mi incuriosiscono
25 Agosto – 5 libri rosa che mi piacciono di più
 
Ogni settimana proporremo una lista di 5 “cose”: 5 libri, 5 film, serie tv, personaggi, attori ecc ecc. A proporlo non saremo soltanto noi perché invitiamo anche voi a prendere parte attiva nella rubrica, iscrivendovi al gruppo facebook Blogger: 5 cose che… Per altre informazioni vi rimandiamo al post di presentazione che potete trovare qui

 

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