5 cose che

5 libri più belli del mio autore preferito

Buongiorno lettori!!! Finalmente Venerdì!
La scorsa settimana le mie speranze per un fine settimana tranquillo sono state vane! Quindi confido in questo weekend!
Una cosa è certa, il fine settimana non inizia senza l’appuntamento con 5 cose che!
L’appuntamento di oggi mi ha causato non pochi dubbi e perplessità.
5 libri più belli del mio autore preferito.
La prima cosa che mi sono chiesta è: ma io ho un autore preferito? Tra i taaanti libri letti dei taaanti autori affrontati non c’è ancora l’Autore quello di cui leggi ogni libro che pubblica, cioè autori che preferisco rispetto ad altri, ce ne sono eccome ma di quale ho letto almeno 5 libri?
Ed è arrivata in soccorso lei, lei a cui ho dedicato una piccola rubrica sul blog, il mio “Progetto Jane” in cui mi piacerebbe raccogliere in primis tutte le sue opere, quelle più conosciute e quelle minori e tutti i romanzi, libri e saggi che, in qualche modo, la riguardano, quelli che si sono ispirati ai suoi libri. Un giorno ci riuscirò…forse!
Per il momento ho letto 6 suoi libri, 5 romanzi e…scopritelo nel post 😛
L’appuntamento di oggi si è quindi trasformato in una piccola classifica dei romanzi che ho letto di…Jane Austen!
Scriverò giusto due parole su di ognuno visto che di tutti (tranne di uno) ho già scritto la recensione.
5. L’Abbazia di Northanger
Inizio subito con l’unico libro letto non recensito. Ho deciso di inserire questo rispetto al libro che ho lasciato fuori dalla lista (che svelerò alla fine) perché anche se è tra quelli meno conosciuti della Austen, è un libro che vale la pena leggere. Nel romanzo, infatti, zia Jane si dimostra molto diversa rispetto a come siamo soliti vederla nelle altre sue opere. La protagonista è una cosiddetta antieroina ed il romanzo una parodia del romanzo sentimentale e gotico, l’ambientazione si fa infatti più cupa, c’è un velo di mistero attorno alle vicende e la Austen si mostra qui in tutta la sua ironia!
Catherine Morland, la protagonista del romanzo, è invitata a trascorrere qualche giorno presso l’ex abbazia di Northanger, residenza della famiglia del giovane pastore anglicano con cui si è fidanzata, e che la crede una ricca ereditiera. Suggestionata dal luogo e ancor più dalle intense letture di romanzi dell’orrore, all’epoca in gran voga, la giovane vive alterando banali eventi quotidiani alla luce di immaginarie atmosfere di terrore. Una serie di malintesi, frutto della sua fantasia sovreccitata, mette a repentaglio il rapporto sentimentale appena nato, pregiudicato anche dalla scoperta delle sue reali condizioni economiche. Celebrazione dei riti di iniziazione sociale della borghesia inglese di provincia, a cavallo tra Sette e Ottocento, quest’opera della Austen non si esaurisce nella storia di una contrastata passione, ma rappresenta una sottile parodia del romanzo sentimentale, e soprattutto del romanzo gotico, che resta di grande attualità ancora oggi.


 

4. Mansfield Park
Anche in questo romanzo ho trovato qualcosa di diverso rispetto ai libri che ho letto in precedenza. Fanny Price, la protagonista, è molto diversa da Elizabeth Bennet o Marianne ed Elinor, soprattutto perché appartiene ad un ambiente sociale diverso anche se, le “regole” della società sono comunque le stesse e anche la personalità di Fanny richiama, a suo modo, le convinzioni delle altre protagoniste.
Questo romanzo diventa quindi molto interessante perché ci mostra il messaggio della Austen che ritroviamo in tutti i suoi romanzi, la critica alla società della sua epoca, però sotto un diverso punto di vista.
Fanny Price non ha niente delle protagoniste dei romanzi di Jane Austen: non ha il senso dell’umorismo di Elizabeth Bennet né la frivolezza di Emma, non possiede la consapevolezza e l’intelligenza di Elinor Dashwood o l’irruenza e l’intraprendenza di sua sorella Marianne. Perciò, sin da quando viene accolta ancora bambina in casa degli zii Bertram, Fanny capisce che l’unica cosa che può fare è ricevere l’educazione che, rispettando i dettami e i canoni dell’epoca, farà di lei una donna dolce e remissiva, “un’amica e una compagna ideale”. Tuttavia, quando da Londra arrivano a Mansfield Park i fratelli Crawford, due giovani più indipendenti dei compassati Bertram, nascerà una girandola di simpatie, passioni e illusioni i cui effetti toccheranno anche la timida Fanny, scuotendone le certezze e portandola a capire – grazie a una prosa deliziosamente ironica con cui l’autrice non manca di criticare l’educazione che la società inglese di inizio Ottocento riservava alle donne di essere qualcosa di più di una semplice e brava dama di casa. 
3. Ragione e sentimento

Di questo romanzo quello che apprezzo di più è non solo il ritrovare tutte le caratteristiche tipiche della Austen, ma anche e soprattutto l’aver basato la sua storia su due figure femminili, sul rapporto tra sorelle…potevo io che ho una gemella così diversa da me, non rimanerne colpita?!

Elinor e Marianne sono due sorelle legate da un fortissimo affetto, ma dalle personalità profondamente distanti: la diciannovenne Elinor, riflessiva e razionale, osserva con estrema preoccupazione l’indole romantica, impulsiva e sognatrice della sorella minore. Quando il padre muore lasciandole in una condizione di estrema precarietà economica, la madre teme per il futuro delle proprie figlie. Finché un giorno nella loro vita appartata irrompe l’affascinante Willoughby: colto, galante, impetuoso, non può che rubare il cuore della giovane Marianne. Ma anche la passione più ardente è destinata a scontrarsi con la spietatezza della realtà. L’eterno conflitto tra cuore e ragione in un capolavoro che ha fatto riflettere e sognare generazioni di lettrici.

2. Orgoglio e Pregiudizio

Ammettetelo, vi ho stupito, eh?! Ebbene sì, il mio libro preferito non è del tutto il mio libro preferito, anche se rimane comunque al numero 1 anche se è al numero 2 (è contorno ma al primo posto tutti si chiarisce!)
Credo di aver detto tutto quello che ho da dire su questo libro. È l’unico libro che io abbia riletto più volte e che continuerò a rileggere. Non tanto per la storia d’amore in sé ma perché ogni volta che lo leggo mi immergo subito nelle atmosfere di un’altra epoca con accanto una protagonista rivoluzionaria per quell’epoca.I Bennet sono una famiglia rispettabile, ma non agiata, che vive nell’Hertfordshire, composta dai genitori e da cinque sorelle: Jane, Elisabeth, Mary, Catherine e Lydia. La signora Bennet è una donna frivola e dal comportamento spesso imbarazzante, il cui unico scopo nella vita è quello di trovare un buon marito alle proprie figlie. Quando il ricco Charles Bingley si trasferisce vicino alla tenuta dei Bennet con le due sorelle e l’amico Darcy, si verificano cambiamenti importanti. Jane infatti si innamora, ricambiata, di Bingley, mentre tra Darcy ed Elisabeth si crea subito una forte antipatia. Nei giorni successivi Jane si reca a trovare Miss Bingley, ma a causa di un temporale si ammala ed è costretta a restare a casa dell’amica. Elisabeth raggiunge la sorella per assisterla ed è proprio in questa occasione che Darcy approfondisce la sua conoscenza della ragazza e se ne innamora. L’arroganza ed il pregiudizio di Darcy tuttavia lo portano a convincere Bingley che Jane non è innamorata di lui, allontanandolo così da Netherfield. Jane ne soffre moltissimo ed Elisabeth si convince ancora di più della bassezza morale di Darcy, causa dell’infelicità della sorella. In seguito, durante un viaggio di piacere a Londra, Elisabeth incontra di nuovo Darcy; i due in quell’occasione hanno modo di chiarirsi ed i loro sentimenti sembrano finalmente superare i pregiudizi e l’orgoglio di classe.

 
 

1. Niente donne perfette, per favore.
Al primo posto non c’è un vero e proprio di Jane Austen ma una piccola, piccolissima raccolta di alcune lettere scritte di suo pugno. Sembra di leggere un suo romanzo, poi ci si riflette su e l’idea di leggere qualcosa scritto da lei a suoi famigliari rende il tutto (intendo la sua figura, i personaggi e  le storie che racconta) ancora più vero.

Se amate Jane e non lo avete ancora letto, recuperato subito!! Se invece non avete ancora letto nulla di suo e volete avvicinarvici allora questo è quello che fa per voi!!
La penna più ironica e sferzante dell’Ottocento inglese non si spuntava neanche nelle comunicazioni private. Jane Austen consegna all’epistolario tutta la sua saggia ironia, dilettandoci con l’educata sfrontatezza della sua prosa impareggiabile. Un volumetto spedibile che distilla lettera per lettera il concentrato di un’ineguagliata intelligenza pratica, sociale e letteraria, tracciando un preciso percorso di emancipazione e di consapevolezza artistica.
 
 

E il libro che è rimasto fuori è…Emma! È un libro con cui ho avuto un rapporto particolare, la prima volta che ho provato a leggerlo, l’ho abbandonato. Lo scorso anno l’ho ripreso in mano e sono riuscita a terminarlo ma (e qui mi metterò contro qualcuno) non c’è stato quel qualcosa in più rispetto agli altri, pur apprezzando le diversità che rendono particolare, a suo modo, il romanzo.

Bene, a questo punto…qual è il vostro autore preferito? E quali sono i suoi 5 libri più belli??
Prossimi appuntamenti:
20 Aprile – 5 sigle preferite degli anime
27 Aprile – 5 scrittrici che ammiro come donne
Ogni settimana proporremo una lista di 5 “cose”: 5 libri, 5 film, serie tv, personaggi, attori ecc ecc. A proporlo non saremo soltanto noi perché invitiamo anche voi a prendere parte attiva nella rubrica, iscrivendovi al gruppo facebook “Blogger: 5 cose che…” Per altre informazioni vi rimandiamo al post di presentazione che potete trovare QUI
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