5 cose che

i 5 libri più belli letti finora quest’anno

Buongiorno lettori!! Buon Venerdì!!
Primo appuntamento di Luglio con la rubrica che ci avvicina alla fine della settimana. L’argomento di oggi è cronologicamente perfetto: siamo arrivati a metà anno (lo so, sembra quasi impossibile siano passati già sei mesi) e con la cinquina di oggi facciamo un piccolo punto della situazione chiedendoci: quali sono i libri che ci sono piaciuti di più?
Ecco quindi i 5 libri più belli letti finora quest’anno!

La passione di Artemisia di Susan Vreeland
 
É il 14 maggio 1612 quando mezza Roma accorre nelle sinistre aule dell’Inquisizione per l’atteso giorno del giudizio sulla denunzia che il padre di Artemisia Gentileschi, giovane e brillante artista, ha sporto presso il papa Paolo V. Nell’umida e scura di Tor di Nona, le parole di Orazio Gentileschi rimbombano nella mente di ognuno: «Agostino Tassi ha deflorato mia figlia Artemisia e l’ha forzata a ripetuti atti carnali, dannosi anche per me, Orazio Gentileschi, pittore e cittadino di Roma, povero querelante, tanto che non ho potuto ricavare il giusto guadagno dal suo talento di pittrice». Ambientato negli splendidi scenari della Firenze, Roma e Napoli seicentesche, popolato di personaggi storici come Cosimo de’ Medici e Galileo, La passione di Artemisia narra della straordinaria avventura della prima pittrice celebrata e riconosciuta nella storia dell’arte: Artemisia Gentileschi, la donna che, in un mondo ostile alle donne, riuscì a imporre la sua arte e a difendere strenuamente la sua visione dell’amore e della vita.
Questo romanzo è stata una vera e propria sorpresa, proposto dal gruppo di lettura Libertiamo che trovate su Goodreads, lo ammetto ero un po’ restia a leggerlo visto che non leggo romanzi storici non perché non mi piacciano ma perché penso che non riescano a piacermi…(non so se sono proprio chiara) Ecco questo romanzo ha portato con sé un messaggio: leggi più romanzi storici! Una bella storia ben costruita seppur, credo, romanzata, molto coinvolgente ed una protagonista di quelle strong! Dategli un’opportunità! 😀
Follia di Patrick McGrath
Una grande storia di amore e morte e della perversione dell’occhio clinico che la osserva. Dall’interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la “follia” che percorre il libro è solo nell’amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell’occhio clinico che ce lo racconta.
Un libro che volevo leggere da tantissimo tempo, me lo aspettavo un po’ diverso, in realtà si è rivelato un romanzo semplice da capire nelle sue parti più “tecniche” che fanno riferimento alla psicologia ma anche forte, coinvolgente e con una netta descrizione delle personalità dei protagonisti ma anche dei personaggi secondari! 
La campana di vetro di Sylvia Plath

Brillante studentessa di provincia vincitrice del soggiorno offerto da una rivista di moda, a New York Esther si sente «come un cavallo da corsa in un mondo senza piste». Intorno a lei, l’America spietata, borghese e maccartista degli anni Cinquanta: una vera e propria campana di vetro che nel proteggerla le toglie a poco a poco l’aria. L’alternativa sarà abbandonarsi al fascino soave della morte o lasciarsi invadere la mente dalle onde azzurre dell’elettroshock. Fortemente autobiografico, La campana di vetro narra con agghiacciante semplicità le insipienze, le crudeltà incoscienti, gli assurdi tabù che spezzano un’adolescenza presa nell’ingranaggio stritolante della normalità che ignora la poesia

La campana di vetro è il suo unico romanzo, la Plath è conosciuta infatti per le sue poesie ma il libro è molto rilevante se vogliamo avvicinarci alla sua persona, essendo in parte autobiografico, ci consente di avvicinarci alle sue memorie e diventa ancora più importante se consideriamo il fatto che Sylvia Plath, dopo un mese dalla pubblicazione del libro, nel 1963, si suicida. Il libro è un romanzo molto profondo e davvero molto coinvolgente!

Quel che resta del giorno di Kazuo Ishiguro
La prima settimana di libertà dell’irreprensibile maggiordomo inglese Stevens diventa occasione per ripensare la propria vita spesa al servizio di un gentiluomo moralmente discutibile. Stevens ha attraversato l’esistenza spinto da un unico ideale: quello di rispettare una certa tradizione e di difenderla a dispetto degli altri e del tempo. Ma il viaggio in automobile verso la Cornovaglia lo costringe ben presto a rivedere il suo passato, cosí tra dubbi e ricordi dolorosi egli si accorge di aver vissuto come un soldato nell’adempimento di un dovere astratto senza mai riuscire ad essere se stesso. Si può cambiare improvvisamente vita e ricominciare daccapo?
 Di Ishiguro avevo già letto Non lasciarmi ma è con questo romanzo che c’è stato un vero e proprio innamoramento per la scrittura dell’autore, non un colpo di fulmine, visto che all’inizio non riuscivo a comprenderlo in pieno. È solo avendo una visione completa che si riesce a comprendere il grande potere delle parole che utilizza, un romanzo davvero emozionante!
Stoner di John Williams
William Stoner ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarantanni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l’amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo, per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso, John Williams fa della vita di William Stoner una storia appassionante, profonda e straziante. Come riesce l’autore in questo miracolo letterario? A oggi ho letto Stoner tre volte e non sono del tutto certo di averne colto il segreto, ma alcuni aspetti del libro mi sono apparsi chiari. E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. È il caso che abbiamo davanti.
Stoner! Stoner il protagonista o Stoner il libro? La differenza in questo caso è davvero sottilissima. Io credo sia uno di quei libri che bisogna leggere per riuscire a capire che cosa abbiamo davanti! Nonostante infatti i numerosi pareri positivi che mi hanno incuriosita e spinta a leggerlo, non avevo proprio idea di cosa aspettarmi. E infatti è stata la più grande sorpresa di quest’anno, diventando uno dei miei libri preferiti. Il libro ci dà modo di riflettere su domande fondamentali a cui non sempre siamo in grado di rispondere: perché viviamo? Quando possiamo dire di esserci realizzati? Cos’è che rende la nostra vita degna di essere vissuta? Quando si può parlare di amore? Ma Stoner è anche e soprattutto la chiara dimostrazione della potenza e del valore delle parole. Stoner è un personaggio passivo, lascia che la vita gli scorra intorno e solo raramente reagisce. Un uomo qualunque ma che, Williams, rende unico ed indimenticabile. Un romanzo straordinario!
Non ho ancora scritto la recensione semplicemente perché sento di doverlo rileggere per fissare meglio i miei pensieri, spero di riuscire a farlo a breve!!
Gioia
Prossimi appuntamenti:
13 Luglio – 5 pregiudizi sulla lettura che non sopporto
20 Luglio – 5 libri di cui mi sono sbarazzata (venduto, scambiato, regalato)
27 Luglio – 5 film Disney che non mi sono piaciuti
Ogni settimana proporremo una lista di 5 “cose”: 5 libri, 5 film, serie tv, personaggi, attori ecc ecc. A proporlo non saremo soltanto noi perché invitiamo anche voi a prendere parte attiva nella rubrica, iscrivendovi al gruppo facebook“Blogger: 5 cose che…”Per altre informazioni vi rimandiamo al post di presentazione che potete trovare QUI

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