Recensioni

La boutique del mistero di Dino Buzzati

Prima pubblicazione: 1968
Edizione: Mondadori, 2015
Collana: Oscar classici moderni
Pagine: 208
Trentuno racconti, scelti e ordinati da Dino Buzzati «nella speranza di far conoscere il meglio di quanto ho scritto», compongono questa raccolta. Racconti (celeberrimi “Il colombre”, “I sette messaggeri”, “Sette piani”, “Il mantello”) in cui allegorie inquietanti, spunti surreali, invenzioni fantastiche coesistono con dati di cronaca, o presunti tali, che sembrano rimandare a possibili realtà metafisiche. Il racconto è infatti per Buzzati un momento di indagine profonda ed emozionante in un’atmosfera magica: poche volte, nella letteratura italiana, uno scrittore ha esplorato così a fondo il mistero che circonda l’uomo, le debolezze e i paradossi che lo caratterizzano, la sua solitudine, le sue esperienze.
Recensione
Buzzati è, o meglio era, uno di quegli autori che sì, ero curiosa di scoprire, ma che ho iniziato a prendere realmente in considerazione soltanto nel momento in cui è stato s elto per il mese di Dicembre dal gruppo di lettura LiberTiAmo. Sbagliando a non aver letto niente di suo prima.
La prima impressione è stata molto positiva fin  dalla lettura del primo racconto che, per stile ed ambientazione mi ha ricordato molto Calvino, in particolare la sua Trilogia degli antenati. Non a casa sono due dei maggiori esponenti della narrativa fantastica del Novecento.
Procedendo con la lettura, il lettore non tarda ad accorgersi quanto ci sia di diverso tra i due.
L’ironia dei racconti di Calvino lascia spazio alla nostalgia, alla malinconia di Buzzati e i colori che fanno da sfondo alle opere del primo, si tingono di nero in quelle del secondo.
La boutique del mistero è una raccolta di 31 racconti, un parte della sua produzione.
E, proprio come se fosse un atelier, diversi sono gli articoli che si possono trovare all’interno dell’antologia. I racconti si differenziano tra loro per lunghezza, ambientazione, personaggi coinvolti ed epoche storiche. A fare da filo conduttore è quel “mistero” citato nel titolo.
I temi che si affrontano fanno tutti capo alla morte, alle tenebre, all’oscurità dell’animo umano e all’alone dell’inspiegabilità che aleggia intorno ad argomenti come questi.
Il sottotitolo che lo accompagnava nella prima edizione Mondadori “31 storie di magia quotidiana”, è una perfetta sintesi del contenuto della raccolta.

Che strana la vita, dunque. E non poter far reclami, né tentare rimedi, né trovare una spiegazione che sciolga gli animi.

Nella maggior parte delle storie si parte da una situazione reale o presunta tale, per poi immergersi nel surreale, nella fantasia, nell’onirico.
L’autore riesce a creare delle immagini originali e grazie alla diversità delle storie, un coinvolgimento costante da parte del lettore, lasciando inoltre ampio spazio alla riflessione, soprattutto per quanto riguarda i racconti con un finale aperto.
Con una scrittura poetica, onirica, fantastica e sicuramente geniale, Buzzati riesce a creare racconti efficaci, diretti, primo fra tutti Sette piani, in cui si percepisce tutta la frustrazione del protagonista nell’impossibilità di fare qualcosa, Eppure battono alla porta, I topi, Inviti superflui ed Il colombre, giusto per citare quelli che, personalmente, ho apprezzato maggiormente.
La boutique del mistero è un viaggio in 31 tappe, un percorso con 31 tappe nell’animo umano, nei suoi lati più profondi, più inquieti, in cui le paure, le ansie ed i turbamenti fanno da padroni ma è anche un’escursione tra le parole incisive e penetranti che permettono tutto ciò.
E allora noi taceremo, sempre tenendoci per mano, poiché le anime si parleranno senza parola.
 
Gioia
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