Recensioni

Spyros. Il marinaio italiano di Rita Giammarresi

 
Editore: Bonfirraro Editore
Anno: 2018
Pagine: 240
Prezzo di vendita: 16.90€
Sinossi.
È un giorno d’inverno. Giuseppe, dopo una lunga vita vissuta tra gioie, dolori, entusiasmo, tenacia e tante avventure, ha appena esalato il suo ultimo respiro. La morte lo ha preso, ma inizia a percepirsi più vivo che mai e incomincia a ripercorrere a ritroso un viaggio nelle memorie del proprio passato.
Partendo dall’infanzia, i suoi ricordi si snodano tra gli anni ’20 e ’30 nel colorito rione del Capo, storico quartiere di Palermo. Le sue rievocazioni continuano in Grecia poiché, a seguito dello scoppio del Secondo conflitto mondiale, Giuseppe riceve la chiamata alle armi. Divenuto un marinaio della Regia Marina Italiana, apprende una nuova lingua e si integra per quattro lunghi anni nella piccola comunità di Navarino, in Grecia, i cui abitanti gli danno il soprannome Spyros e dove lascerà un pezzo del suo cuore e della sua giovinezza. Giuseppe narra il suo ritorno in una Palermo da ricostruire insieme alla sua stessa vita, un cammino di sofferenza, ma anche e soprattutto di riscatto e di speranza tracciando con serenità, fin dalla prima pagina, un intenso percorso di riflessione che terrà il lettore con il fiato sospeso fino alla fine.
L’esordio letterario di Rita Giammarresi, tra romanzo di formazione e autobiografia, è un omaggio alla memoria dell’amato padre che sempre, in prima persona, racconta di un uomo che, come altri della sua epoca, è partito dal nulla e ha costruito basi solide abbattendo i muri della miseria.
Recensione
Giuseppe ha vissuta una vita intensa, piena di difficoltà ma anche di momenti intensi che lo hanno cambiato, entusiasmato, reso l’uomo che è.
Ogni attimo, ogni dolore è servito a fortificare il suo spirito, a renderlo più consapevole in se stesso e in quello che è il mondo che lo circonda, in perenne evoluzione.
Giuseppe è sul letto di morte pronto a staccarsi da una vita che gli ha dato tanto e tanto gli ha tolto, consapevole dei suoi limiti e del suo coraggio.
Nel suo diario l’uomo ripercorre la sua vita a ritroso negli eventi più significativi e importanti.
Il libro si apre a Palermo, nell’antico quanto noto rione del Capo, dove Giuseppe è cresciuto tra fame, stenti e amore materno. Tutta cambia però quando il ragazzo riceve la chiamata alle armi durante la Seconda Guerra Mondiale. Giuseppe diventa marinaio della Regia Marina Italiana e viene trasferito in un piccolo paesino greco. Dopo un iniziale periodo di smarrimento a causa della solitudine Giuseppe e i suoi compagni iniziano ad interagire con la popolazione locale fino ad imparare gli usi ed i costumi della comunità, instaurando amicizie e affetti.
E’ qui che Giuseppe trascorrerà quattro anni della sua vita diventando per tutti Spyros.
<<Spyros, ecco come ti chiameremo!>>, affermò felice.
Rimasi per qualche istante a guardarlo. Poi chiesi quale fosse il senso della parola che aveva appena pronunciato. Kosta rispose al posto suo, dicendo che Spyros, in lingua greca, si traduceva come cesta o paniere pieno di semi, simbolo di fortuna e abbondanza.
[…]
Fu come essere ribattezzato a una nuova vita, un’esistenza reinventata dentro la quale io acquisivo un nuovo significato nel mondo.
La simbologia dell’abbondanza associata alla mia persona mi diede una nuova visione delle cose.
 
Un pezzo del suo cuore rimarrà in Grecia per sempre, un capitolo fondamentale per la sua giovinezza e saggezza.
Tornato a Palermo, non senza difficoltà, Giuseppe deve ricostruire la sua vita: un nuovo viaggio, una nuova scoperta, una nuova sfida con se stesso per cercare, ancora una volta, quella felicità troppo spesso stroncata.
Nuovi sogni, nuovi obiettivi lo aspettano per mettersi continuamente alla prova.
Quello era il momento in cui il sognatore, che viveva da sempre dentro me, saltava fuori.
Ero capace di rimanere in silenzio per ore, per riappropiarmi di quell’energia che la frenesia della quotidianità mi toglieva. All’improvviso tornavo a essere il bambino che giocava per le strade del Capo, oppure Spyros, il marinaio che passava le notti sulla torre di guardia a osservare il mare.
Il fumo della mia sigaretta avviluppava i ricordi senza rimpianto o nostalgia.
 
Attraverso una narrazione semplice e scorrevole e grazie a capitoli brevi la lettura scorre fluida fino alle pagine finali in un crescendo di emozioni e sentimento.
La voce narrante è quella di Giuseppe, il personaggio che spicca agli occhi del lettore e di cui, girata l’ultima pagina, conosciamo pensieri, opinioni e sentimenti attraverso un viaggio interiore e psicologico. Ogni ricordo delinea un tratto della persona che è, in un puzzle variegato di sensi e percezioni.
Tutti i personaggi che ruotano intorno a quello del protagonista sono ben delineati nonostante non vengano mai descritti nei minimi dettagli, creando un quadro dinamico ma lineare.
Ringrazio l’autrice, Rita Giammarresi, e la casa editrice, Bonfirraro Editore, per avermi dato l’occasione di scoprire un libro così intenso e intrigante. Lo consiglio davvero a tutti.
Buona lettura!
Debora

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