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Tutta la luce del campo aperto di Francisco Ovando

Dopo I mistici di Mile End, il secondo libro che ho deciso di leggere per questo mese, la Booktube Italia Legge Indipendente è Tutta la luce del campo aperto di Francisco Ovando, edito Edicola Ediciones. È questa, infatti, la casa editrice che è stata scelta per Gennaio. Se il buongiorno si vede dal mattino, questa sfida di lettura porterà grandi sorprese. Non conoscevo Edicola ma, fin da subito, si è dimostrata avere un catalogo molto interessante, è infatti riuscita a creare un ponte tra Cile ed Italia. Devo dire la verità, la scelta su quale titolo scegliere non è stata così semplice, visto che non ho un grande rapporto con gli autori sudamericani, così spulciando tra le proposte, appena ho letto la trama del libro di Ovando, tra case editrici e libri da scrivere, non ho avuto dubbi.
Traduzione di: Giorgia Esposito
Casa editrice: Edicola
Collana: Al tiro
Prima edizione in lingua spagnola: 2013
Edizione italiana: 2018
Pagine: 234
David Arqueros è un anonimo correttore di bozze di una piccola casa editrice di Santiago. Vive in una stanza in affitto nella casa della vecchia Justiniana, con la quale intrattiene un rapporto cordiale e funzionale: lui paga con regolarità e lei non lo disturba quando, dopo le otto di sera, David si chiude in camera per dedicarsi alla travagliata scrittura del suo primo romanzo: la storia di Alfredo Valenzuela Puelma, pittore misero e folle, contestato autore del primo nudo cileno. Sarà l’inaspettato arrivo di Alina, adolescente scontrosa e determinata, a spezzare irrimediabilmente gli equilibri della casa.
Recensione

Dire che in Tutta la luce del campo aperto, si parla di “tra case editrici e libri da scrivere”, è davvero molto, molto, molto riduttivo.

Parlare di questo libro non è nemmeno così semplice, ma è anche questo uno degli aspetti che lo rendono originale.
Il protagonista è David Arqueros, lavora in una casa editrice ma percepisce di non aver non sentirsi del tutto realizzato e di non riuscire ad esprimersi a pieno. Vive insieme a Justiniana, una donna anziana, a cui David paga puntualmente l’affitto in cambio di non essere disturbato nella sua camera.
L’accordo tra i due non fa una piega, David si sente talmente al sicuro nella sua piccola stanza al punto che decide di lasciare il lavoro per dedicarsi completamente alla stesura di quello che, per lui sarà, un grande romanzo. La perla del Mecader, è il primo nudo artistico cileno, dipinto nel 1884 da Alfredo Valenzuela Puelma (realmente esistito). Ed è proprio sulla figura di questo artista che si concentra l’opera di David, Alfredo Valenzuela Pulma ha avuto una vita misteriosa, oscura ed il piano del protagonista è quello di riuscire ad entrare nelle ombre dei suoi squilibri che accompagneranno l’artista fino alla sua morte. Per redigere il suo lavoro, David si avvale di alcuni documenti redatti da Augusto D’Halmar, scrittore che è stato a contatto con Puelma.
Il libro si apre quindi in diversi piani narrativi, intervallando tra loro diverse parti: quelle che riguardano David e la sua quotidianità, gli scritti di D’Halmar e i capitoli del libro che David stesso sta scrivendo che, a loro volta, si suddividono in parti più narrative e paragrafi in cui a parlare è la follia stessa dell’artista. Anche se, visivamente parlando, il lettore viene aiutato dal cambio dello stile di carattere, inizialmente non è così semplice entrare nella giusta ottica per affrontare questo puzzle di intenti narrativi che, l’autore, riesce a portare avanti quasi in contemporanea fino al punto che, inevitabilmente, le diverse parti sembrano congiungersi per dare vita ad un racconto in cui realtà e finzione si congiungono e la narrazione diventa sempre più onirica.
Una grande sferzata di novità viene data alla storia dall’entrata in scena di un nuovo personaggio: Alina, la nipote di Justiniana, anche lei amante della scrittura. Insieme alla nonna si dedicano all’ornitomanzia, studiando il comportamento dei piccioni nel giardino di Justiniana.
La sua personalità così forte e temeraria, riuscirà a far traballare i piani di David e, presto, si troveranno a dover affrontare insieme una terribile situazione.
Molte le analogie tra il protagonista e Alfredo, David sembra quasi rivedersi in lui, nella sua solitudine, nel non essere compreso da chi gli stava intorno, l’artista, contestato, è infatti costretto a trasferirsi a Parigi. Quello che accomuna i due è anche la tenacia nel proseguire nelle loro passioni, seppur diverse, al punto da farle diventare quasi ossessioni. Le stesse passioni in grado di farli, in qualche modo e, nonostante tutto, sentire vivi.

La pagina bianca, fredda al primo scontro, è una dimensione non meno ineludibile dell’insonnia di cui si è preda quando un’altra persona dorme nella stessa camera. Così come nell’oscurità impenetrabile agli occhi, per un momento, tutto sembra possibile, la scrittura notturna si arroga le direttrici della libertà dell’atto creativo. Scrivi di notte. Correggi di giorno.

Gioia
L’autore. Francisco Ovando, Rancagua 1989 (Cile). Ha fatto parte del programma di scrittura creativa in spagnolo dell’Università di New York. È autore della fantasia apocalittica “Acerca de Suarez” (ed. Pez Espiral, 2016).
Tutta la luce del campo aperto, vincitore dei premi Roberto Bolaño e José Nuez Martín e pubblicato in Cile da Editorial Cuneta nel 2013, è il suo primo romanzo tradotto in Italia.
 

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