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Tre serbi, due musulmani, un lupo di Luca Leone e Daniele Zanon | Recensione

Tre serbi, due musulmani, un lupo
di Luca Leone e Daniele Zanon
Editore: infinito edizioni
Collana Orienti
Prima edizione: marzo 2019
Pagine: 294
Prezzo di copertina: 15.00€
Sinossi.
A Prijedor, in Bosnia Erzegovina, nella
primavera-estate del 1992 succedono cose spaventose. Sembra d’essere tornati ai
tempi del nazismo. Gli ultranazionalisti serbo-bosniaci vogliono sradicare i
“non serbi” attraverso due strumenti: deportazione e omicidio. Vengono creati
per quest’ultimo scopo tre campi di concentramento. Che diventano luoghi di
uccisione di massa. Nomi tremendi: Omarska. Keraterm. Trnopolje. In
quest’ultimo luogo – composto da una scuola, una casa del popolo e un prato –
vengono recluse tra le quattromila e le settemila persone. E’ a Trnopolje, nel
maggio del 1992, che è ambientata la storia raccontata da questo libro. Una
storia di fantasia, ma poggiata su solide basi storiche e di testimonianza. Un
libro che non è solo un romanzo ma anche un reportage di quanto accaduto troppi
pochi anni fa e troppo vicino a noi, per non sapere.
“La sfida è vinta: quella degli autori e quella dei
protagonisti, per i quali chi legge fa il tifo e si commuove, costretti come
sono dalla Storia a diventare adulti nel giro di una stagione: quella
famigerata primavera del 1992”. (Riccardo Noury)
Recensione
Tre serbi, due musulmani e un lupo. Sono questi i
componenti del gruppo, protagonisti di questa commovente storia.
Jelena, tredicenne che vive con sua nonna vicino al
fiume, che viaggia costantemente in compagnia del fedele lupo Vuk; i gemelli
Imamovic, Emina e Faris, appartenenti al gruppo nazionale musulmano bosniaco;
Zlatan, figlio del violento tabaccaio di Prejedor e ultranazionalista
serbo-bosniaco, costretto a subire le costanti angherie del padre e del
fratello Tomislav; Milorad, ragazzo buono e semplice.
Sono questi i sei personaggi attorno al quale
girano gli eventi che coinvolgeranno per sempre le loro famiglie e la vita di
tutto il popolo di Prijedor e non solo.
Nel 1992, anno in cui sono ambientate le vicende
raccontate, in Bosnia Erzegovina vengono costruiti dei campi di concentramento
per sterminare e sradicare per sempre tutti coloro che non appartengono
completamente al popolo serbo vero e proprio.
I cinque ragazzi, frutto di fantasia degli autori,
si possono identificare con facilità nelle vittime di uno degli eventi più
drammatici della storia del diciottesimo secolo.

Petrovic
voleva bene a quei ragazzi. Nessuno escluso. Sperava, con le sue lezioni, di
contribuire a far crescere una generazione diversa da quella dei padri. Certi
padri, ovviamente. Come quello di Zlatan, tanto per dirne uno. Quei ragazzi
erano il futuro del Paese. Ma purtroppo, per il presente bisognava fare i conti
con quello che c’era.
         
Eh… –
ricominciò sospirando – In questa classe siete serbi ,musulmani e croati. Siete
tutti ragazzi buoni. Avete saputo convivere insieme per tutti questi anni…nel
bene e nel male. Io ho profonda fiducia in voi. Non lo so cosa si dica dentro
alle vostre case…cosa pensino e dicano i vostri genitori…i vostri fratelli…o
meglio…lo posso immaginare…e non mi vergognerò mai di portare in classe, a voce
alta, il mio pensiero…un pensiero di pace e fratellanza…perché è solo con una
politica di pace che la Bosnia Erzegovina, un Paese che è appena nato…potrà
crescere, svilupparsi e prosperare come un Paese occidentale, dove vigono
diritti e doveri e senso civico da parte di tutti…

I ragazzi si troveranno a vivere situazioni
estremamente dolorose, al contatto con violenza e soprusi contro i più deboli,
soltanto l’amicizia, il più puro e vero dei sentimenti, riuscirà a sconfiggere
il male dell’umanità.
Ogni personaggio possiede i propri tratti che lo
caratterizzano e lo distinguono dagli altri, creando una miscela variegata e a
tratti bizzarra.
Ognuno di loro dona al lettore un piccolo
insegnamento di vita, di coraggio e di forza, perché in fondo la speranza è il
sentimento più duro da abbattere.
Il
terrore fa tremare. Scuoia la pelle e scopre i nervi. E allora anche una
carezza fa paura. Si diventa soli. Meschini. Pazzi. Ed è in quella direzione
che la prigionia li avrebbe condotti, prima della morte.
Tutti i personaggi che vengono presentati al
lettore nel corso della storia rappresentano tutte le sfumature di una società
dominata da un clima di ansia e terrore, dove il più debole viene sottomesso
tra dolorose crudeltà e scomode verità.
Il libro si può facilmente dividere in più parti:
nella prima si fa la conoscenza di quelli che saranno i nostri compagni di
viaggio, coloro che vengono travolti dagli eventi alla quale prenderanno parte
in prima persona. Il viaggio continua alla scoperta delle atrocità che li
attendono, le punizioni inflitte da esseri malvagi e meschini.
Inizia così il viaggio di Jelena, Zlatan, Milorad,
accompagnati dalla mansueta eleganza del lupo, alla ricerca di Emina e Faris
per tentare di salvarli e condurli, ancora una volta, a casa.
Attraverso una narrazione delicata ma allo stesso
tempo cruda e semplice le pagine prendono vita in un’avventura dove l’amicizia
sarà il punto cardine.
Ringrazio gli autori, Luca Leone e Daniele Zanon, e
la casa editrice Infinito edizioni per avermi dato l’opportunità di scoprire
una storia intensa e ricca di emozioni.
Buona lettura!

Gli autori.
Luca Leone (1970), giornalista professionista ed
editore, è laureato in Scienze politiche. Ha scritto per molte testate. Ha
firmato una ventina di libri; tra questi, per Infinito edizioni, ama ricordare:
Srebrenica. I giorni della vergogna (2005);
Bosnia Express (2010); I bastardi di Sarajevo (2014); Srebrenica. La giustizia negata (2015); Eden. Il paradiso può uccidere (2016); Visegrad. L’odio, la morte, l’oblio (2017).
Daniele Zanon (1972), sceneggiatore e regista,
collabora con molti studi di produzione video, tiene corsi di scrittura
creativa nella realtà delle scuole medie e superiori e ha lavorato in ambienti
educativamente critici come il carcere minorile e le comunità di recupero.
Laureato in Scienze Religiose, insegna in un liceo della provincia di Padova.
Con Infinito edizioni ha pubblicato Mass
Games
(2014), Nina nella grande
guerra
(2015), Il Battaglione
Bosniaco
(2016), L’oro del Congo (2017),
Fuga dalla Corea del Nord (2018), L’ultimo barile (2018).

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