Uncategorized

Satyrandroide di Gianpaolo Roselli | Recensione



Satyrandroide
di Gianpaolo Roselli


Editore: Ensemble
Pagine: 366
Prezzo di copertina: 16.00€

Sinossi.
Che cosa signica “essere vivi”? Qual è il confine tra la vita e la non vita? I protagonisti di questa storia sono androidi. Che provano emozioni. Eppure sono fuori dal circuito vita: sono macchine e le macchine, si sa, non provano emozioni. Satyrandroide è la storia di un viaggio che inizia nelle profondità dello spazio e continua per le colline e i borghi del Mezzogiorno; è la storia di Ulisse, ma anche di Beowulf e di Charlot, e di tanti altri androidi, che per salvarsi – ognuno dalle proprie sofferenze – provano la loro capacità a essere vivi, sfidando quel confine sottile che separa la vita dalla non vita. Nel farlo porteranno a galla il complicato e controverso rapporto che lega gli androidi agli umani, visti – a torto o a ragione – come modelli di perfezione a cui tendere. C’è in gioco, il riconoscimento di una loro, propria, “umanità”.
Recensione

Il mio nome è Nessuno e la storia che mi appresto a raccontarvi è quella di un Ulisse, uno dei tanti, e del suo viaggio che, seppur contro la sua volontà, intraprese in un mondo molto lontano da casa sua, o da ciò che ne rimaneva. Incontrò tante persone e con esse le loro storie. E’ di lui e di tanti altri che qui racconteremo, ma prima di iniziare è necessario che metta in chiaro una cosa: io e Ulisse non siamo la stessa persona.

Ulisse, il protagonista di questa storia, rappresenta l’anima di un popolo, la speranza in un nuovo ed equo futuro.
Satyrandroide infatti è la storia del popolo degli androidi, abitanti del pianeta Plutone, che, per cause svariate e spesso tragiche, sono arrivati sulla Terra e sottomessi dal popolo terrestre.
Ulisse, dopo un periodo di difficoltà ed emarginazione, nel suo anno di Servizio Civile terreste, durante uno dei tanti giorni che scorrono regolari assiste ad un rapimento nel quale rimane involontariamente coinvolto.
Inizia così il viaggio di Ulisse e Beowulf, suo rapitore, con il quale scoprirà di avere davvero molte affinità a partire dal popolo al quale appartiene.
Ulisse e Beowul sono entrambi androidi che decideranno di partire alla ricerca di una misteriosa comunità, tra leggenda e realtà.
Nel loro viaggio si troveranno ad affrontare numerosi pericoli e insidiose avventure, consapevoli di avere al proprio fianco sostegno e appoggio, condividendo un tumultuoso passato e un futuro ricco di desiderio e aspettativa.
In un mondo in cui si alternano tecnologia e primitività, gli umani vogliono sempre più somigliare, con l’utilizzo di tecnologie avanzate, ai “nemici” androidi, così come gli androidi, desiderosi di dare un significato alla loro immortali vite, decidono di porsi dei limiti così da avvicinarsi agli esseri umani.

[…] <<Gli umani sono esseri fragili e mortali, ma nonostante la loro natura sfidano le leggi dell’universo. E’ chiaramente una battaglia che non vinceranno mai e questo lo sanno. Ma è proprio questo loro cercare e ricercare le origini dell’universo e di resistere alla gravità a farli sentire vivi>>. Al che uno gli chiese cosa potessero fare loro per assomigliargli, in tutta risposta Ti con Zero rispose:<<Nutrirci delle loro storie, perché in esse che scorre la vita>>. Tali parole divennero per noi sacre.
[…] noi androidi, neofiti della vita, alla ricerca di un senso da dare alle nostre giovani società, scegliemmo di imitare gli uomini e assomigliare il più possibile a loro. Ci inventammo tutti i limiti umani possibili.
L’amore. L’odio.
La gioia. La tristezza.
La salute. Il dolore.
Il benessere. Le malattie.
La nascita. Quindi, la morte.
Le vicende descritte da un non ben identificato narratore si svolgono principalmente nel sud dell’Italia. Craco, Bari e altre città sono lo scenario di guerre e soprusi, ma anche di amicizia e sentimenti profondi.
II racconto infatti, tra ricordi e presente, tra fantasia e realtà, ha come protagonista non il classico eroe, forte e temerario, ma un androide incerto e insicuro che ha i tratti tipici della razza umana. Il viaggio di Ulisse infatti non è soltanto quello che lo condurrà a Minerva ma anche quello interiore, alla scoperta di se stesso, dei propri limiti e delle proprie paure.
Molti sono gli interrogativi, estremamente attuali, che emergono pagina dopo pagina, in un crescendo di adrenalina e mistero.
I nomi scelti per i personaggi con il quale il protagonista si interfaccia sono perlopiù nomi che rimandano al mondo epico, un mondo di valori e fierezza, coraggio e audacia.
La trama, ricca di dettagli estremamente fantasiosi, qualche volta risulta complessa ma la narrazione lineare e avvincente rendono la lettura chiara e allo stesso tempo vivace.
Ringrazio l’autore, Gianpaolo Roselli, per avermi dato la possibilità di leggere il suo lavoro che mi ha fin da subito incuriosito per l’originalità della storia.
Buona lettura!
L’autore.
Gianpaolo Roselli (Corato, Bari, 1981) ha pubblicato diversi racconti su riviste cartacee e online. Satyrandroide è il suo primo romanzo.

2 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *