Recensioni

Il Paradosso del Respiro di Emanuele Finardi

Il paradosso del respiro
di Emanuele Finardi
 
Editore: Ensamble
Collana: Officina
Data di pubblicazione: 8 febbraio 2019
Pagine: 122
Prezzo di copertina: 12.00€
Sinossi.
Il libro di cui state sfogliando le pagine è uno scherzo della vista. Mancando l’azione e una trama limpida, quello che viene raccontato è un mondo fatto soprattutto di volti, rughe e smorfie. Agonie ustionate di permanenze infinite. E, ancora, un senso di solerte abbandono, incredulità e sdegnoso rifiuto; una orgogliosa ritrosia che solo con l’inganno a se stesso ogni personaggio muta in faticosa rassegnazione. I protagonisti di queste storie sono dei sopravvissuti, ma dicono che se sopravvivi poi ti trovi a farlo con il fardello di persistenti patologie: deficit d’attenzione, movimenti fisici imperfetti, organi zoppicanti… Dunque, se il mondo che ci circonda acquista senso solo se sottoposto a una qualche opera di filtraggio, allora tutti i personaggi che incontrerete compiono questo processo a casaccio, sull’onda di una costrizione fisica ed emotiva sempre più incombente.
<<La vita, caro mio, fa diventar pazzi o insegna a riderti addosso>>
Il Paradosso del Respiro è una raccolta di brevi racconti, storie di gente comune, reale.
Ogni storia è un tassello, una parte del filo che trascina il lettore in un mondo spesso sconclusionato e ambiguo, fatto di incertezze e poche speranze.
Se impari a vivere senza cedere ai rimorsi potrai guadagnare, col dolore e l’integrità, la possibilità che il diavolo esaudisca ogni tuo profondo desiderio. Potrai ardire, e non solo osservare.
 
Uomini e donne incapaci di vivere, fatti di insicurezze, paure, false speranze.
Ogni sentimento che compare tra le pagine viene messo in dubbio, a volte represso.
Tutti i personaggi con la quale il lettore viene a contatto formano un’immensa tela, un quadro più grande, un’espressione di immensa sofferenza e solitudine.
Molti si chiedono quale sia il senso di questa vita, domande che appaiono così all’improvviso tra le mura di casa o al lavoro in un centro commerciale, tra i banchi di libri usati, e che, il più delle volte rimangono incompiute.
Gabri amava Pasolini perché, come quando guardava a se stessa, lo sentiva pieno di difetti: tutti i suoi libri sono sfrenati e impazienti, tanto ambiziosi. Inesatti, magari, per nulla geometrici, ma capaci di affrontare la storia del mondo confessando senza filtri angosce e passioni inflessibili. Lui procede amando e accusando. E accusando chi non lo ama. Prende per la gola i suoi lettori. Agisce con un bisturi per radiografare il loro cuore ipocrita e le loro viscere più recondite. Anche quando scrive male, il sottinteso è che la verità va oltre lo stile: anzi lo distrugge. Gabri, come il suo Pasolini, non poteva che esprimersi passionalmente, e ideologicamente, perché il suo dato di esperienza era una visione violenta, erotica, autobiografica del mondo. Gabri, mano nella mano con Pasolini, fiutava dovunque possibili lager, e vedeva in ogni burocrate un nazista potenziale. Da abbattere.
 
Un grande palcoscenico che illumina scena per scena, in cui i sogni infranti diventano un fardello, la sensazione di non essere mai abbastanza; irrealizzati, repressi.
Terribili guerre interiori portano i protagonisti a naufragare nel mare di autodistruzione e scetticismo.
Attraverso un linguaggio che si evolve nel corso della lettura e che riflette le situazioni vissute, la narrazione scivola intensa e profonda fino alle pagine finali.
Ringrazio l’autore, Emanuele Finardi, per avermi dato la possibilità di leggere il suo lavoro.
Buona lettura!
L’autore.
Emanuele Finardi (Verona, 1970), vive a Milano e ha lavorato come giornalista e pubblicitario; attualmente lavora per la televisione. Ha pubblicato la raccolta di racconti Bassa Macelleria Sentimentale. Alcuni suoi racconti sono stati inseriti all’interno di raccolte di case editrici quali Minimum Fax, Formiche Rosse, Damster, Eterna, Alcheringa, Montegrappa e Senso Inverso Edizioni.

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