5 cose che

5 libri che vorrei trovare nell’uovo di Pasqua

Buongiorno e buon Venerdì!

Quella che sta per avvicinarci, lo sappiamo tutti, sarà sicuramente una Pasqua diversa dal solito. Quella che è la Festa della gioia sarà per tutti più triste. La convinzione con cui gridavamo, qualche settimana fa, quell’ “andrà tutto bene”, diciamolo chiaramente, non è più così forte. Ma, nonostante questo, prima di parlarvi del post di oggi, voglio comunque augurarvi una buona Pasqua che non possa mai mancarci la speranza.

Ma, come facciamo sempre e in questo periodo più del solito, proviamo a distaccarci dalla realtà almeno per un po’ parlando dei nostri cari e amati libri. Uova letterarie non esistono…purtroppo ma se esistessero, quali libri vorremmo trovare all’interno? Questo l’intento dell’argomento di oggi, un modo diverso dal solito, per spulciare in cima alle nostre wishlist! Ecco quindi 5 libri che vorrei trovare nell’uovo di Pasqua!

Quel che si vede da qui di Mariana Leky

Ho conosciuto questa casa editrice, la Keller, lo scorso anno, ci sono diversi titoli che vorrei leggere, ultimamente ho sentito parlare molto bene di questo libro che sembra davvero emozionante.

Selma vive in un paesino del verde Westerwald e può prevedere la morte. Ogni volta che in sogno le appare un okapi, qualcuno lì intorno muore nel giro di ventiquattr’ore, minuto più minuto meno. Tuttavia, i sogni non rivelano mai chi stia per morire. E come si può immaginare, nel lasso di tempo tra il sogno e il compimento del triste fato tutti vivono in uno stato di agitazione…
Quel che si vede da qui è il ritratto originalissimo di un paese e della sua bizzarra comunità così come ce li racconta la piccola Luise, ormai di casa dalla nonna Selma visto che i genitori sono alle prese con un matrimonio che non funziona. Poetico, divertente, toccante, mai sdolcinato o superficiale, questo romanzo è una fiaba dei nostri tempi e affronta i grandi temi dell’esistenza, l’amicizia, la perdita, l’amore inconfessato e quello che di fronte alle mareggiate della vita si muove per sentieri tortuosi. Come capita a Luise che, ormai cresciuta, si innamora del bel Frederik, il quale ha lasciato l’università per trasferirsi in Giappone in un monastero buddista…
Con Mariana Leky veniamo catapultati in un universo insolito e meraviglioso, dove si vive a contatto con la natura in “una sinfonia di verde, azzurro e oro”, dove ogni gesto, ogni parola ripetuti dai protagonisti sono rituali che finiamo per attendere, pagina dopo pagina.
Un libro pieno di vita, intelligente e profondo, che ha conquistato lettori e librai tedeschi, tanto da essere eletto «Libro dell’anno» nel 2017 ed essere ancora oggi tra i titoli più venduti in Germania.

Cambiare l’acqua ai fiori di Valérin Perrin

Curiosando nel catalogo della E/O, qualche tempo fa mi sono imbattuta in questa storia, un po’ per la copertina un po’ per , ovviamente, la trama ma soprattutto perché dai commenti, sembra che le suggestioni date dalla lettura richiamino L’eleganza del riccio, la Sposa cadavere e L’Antologia di Spoon River…io non vedo l’ora di recuperarlo!

Violette è una giovane dalla vita incerta, con un’infanzia trascorsa tra case famiglie e tentativi di affido e adozione. Si sposa con un cliente del bar con cui lavora e da cui avrà una figlia, Leonine. Insieme fanno i guardiani al passaggio a livello. Grazie alla maternità, la protagonista, con dolcezza e caparbietà, inizia a prendersi cura di sé, imparando per esempio a leggere per raccontare fiabe alla sua piccola. La vita della coppia segue una routine senza complicità e sarà sconvolta dalla morte improvvisa, violenta e misteriosa della figlia. Nel frattempo grazie alle amicizie che Violette riesce a coltivare, prenderà un nuovo lavoro, come guardiana del cimitero, creandosi intorno a sé una rete di sostegno amichevole. Il libro è semplicemente straordinario: la lettura scorre rapida, intinta di profondità e ironia, dolcezza e delicatezza, dolore e consapevolezza. E’ una storia che “attorciglia” perché capace di coinvolgere il lettore su diversi piani: da quello investigativo a quello introspettivo, da quello sentimentale a quello familiare. C’è uno stile autentico in queste pagine, un carattere autoriale forte, una disposizione della materia perfetta per una trama che vive di un accurato approfondimento psicologico riguardante tutti i personaggi e in particolare la protagonista. Una donna complessa, impegnata ad ascoltare gli altri per riuscire a trovare la propria voce. L’ambientazione borgognese, lo slancio verso il Mediterraneo e il legame instaurato tra la protagonista e i defunti ospitati nel cimitero, sono alcuni dei tratti che sorprendono e contribuiscono all’efficacia narrativa. Interessante anche il gioco di intrecci tra citazioni musicali e narrative, utili a tessere un’altra rete di sostegno, più nascosto ma ugualmente efficace, rappresentata dalle parole.

L’uomo che scrisse la Bibbia di Marco Videtta

Non sono una grande lettrice di romanzi storici anche se, ogni volta che mi avvicino a questo genere, vengo piacevolmente sorpresa. Mi incuriosisce particolarmente questo romanzo che sembra dare rilievo all’importanza delle parole e a un uomo rivoluzionario.

Questo romanzo narra la storia di William Tyndale il Traduttore, l’uomo che scrisse il libro più letto nella storia dell’Occidente: la Bibbia in inglese. È una storia popolata da sicari, vescovi oltranzisti, avidi mercanti, subdoli traditori, alchimisti e re, e ambientata in una delle epoche più turbolente, complesse e avvincenti che l’Europa abbia conosciuto: la prima metà del Cinquecento, il secolo che si apre con la scoperta dell’America, la Riforma luterana e la definitiva spaccatura fra Oriente e Occidente.
Narra di un genio che osò scrivere la Bibbia come se fosse la prima volta, nella lingua del popolo e non dei potenti, e che, così facendo, inventò l’inglese moderno, la lingua di Shakespeare. Dalla sua penna sono scaturiti neologismi come «il sale della terra», «i segni dei tempi», «capro espiatorio» e frasi piene di ritmo che Tyndale afferra «a orecchio» dalla gente comune, dal modo di esprimersi di quei commercianti, tessitori, marinai, tosatori, sarti e venditori di stoffe che ha conosciuto da ragazzo, nel Gloucestershire, la terra di confine affacciata sul mare dove è nato e cresciuto.
È, infine, il racconto di un viaggio, avventuroso e insidioso come quello dei primi esploratori, che porta da una lingua misteriosa, l’ebraico del Vecchio Testamento, a una lingua non ancora nata. Un viaggio in cui, per un libero pensatore alle prese con i demoni della propria creatività, per un rivoluzionario braccato da potenti nemici, il prezzo da pagare è sempre molto alto.

L’arte della gioia di Goliarda Sapienza

Ho da poco letto Goliarda Sapienza. La porta della gioia di Giovanna Providenti e sono rimasta affascinata dal suo racconto della scrittrice, adesso mi piacerebbe incontrare Modesta, la protagonista del suo celebre romanzo.

L’arte della gioia è un libro postumo: giaceva da vent’anni abbandonato in una cassapanca e, dopo essere stato rifiutato dai principali editori italiani, venne stampato in pochi esemplari da Stampa Alternativa nel 1998.
Ma soltanto quando uscí all’estero – in Francia, Germania e Spagna – ricevette il giusto riconoscimento.
Nel romanzo, tutto ruota intorno alla figura di Modesta: una donna vitale e scomoda, potentemente immorale secondo la morale comune. Una donna siciliana, una «carusa tosta» in cui si fondono carnalità e intelletto, che attraversa bufere storiche e tempeste sentimentali protetta da un infallibile talismano interiore: «l’arte della gioia». Modesta nasce il primo gennaio del 1900 in una casa povera, in una terra ancora piú povera. Ma fin dall’inizio è consapevole, con il corpo e con la mente, di essere destinata a una vita che va ben oltre i confini del suo villaggio e della sua condizione. Ancora ragazzina è mandata in un convento e da lí, alla morte della madre superiora che la proteggeva, in un palazzo di nobili. Qui il suo enorme talento e la sua intelligenza machiavellica, le permettono di controllare i cordoni della borsa di casa, e di convertirsi in aristocratica attraverso un matrimonio di convenienza. Tutto ciò senza mai smettere di sedurre uomini e donne di ogni tipo. Amica generosa, madre affettuosa, amante sensuale, Modesta attraversa la storia del Novecento con quella forza che distingue ogni grande personaggio della letteratura universale.

Il frutto della conoscenza di Liv Strömquist

Credo che la sinossi parli da sola, un libro che parla di donne facendo informazione in modo irriverente ma in alcun mondo banale,utilizzando illustrazioni e fumetti…va letto!  

 

Che cosa accomuna sant’Agostino, gli inquisitori, Jean-Paul Sartre, John Harvey Kellogg degli omonimi cereali e Sigmund Freud? Che cosa ha occupato insistentemente l’attenzione di medici, pensatori, sessuologi e Padri della Chiesa rigorosamente uomini dall’origine dei tempi e a qualsiasi latitudine? L’aver dedicato troppa attenzione all’organo sessuale femminile, chi proponendo fantasiose operazioni, chi sostenendo che la masturbazione provocasse il cancro, chi pensando di rintracciare nella grandezza delle piccole labbra segni del diavolo… Dopo secoli di repressione e silenzio, con una carrellata che va dagli antichi Greci, le donne preistoriche, la Bella Addormentata, fino alle divinità indiane, i libri di biologia e le pubblicità di assorbenti, l’autrice svedese Liv Strömquist solleva il velo che nasconde l’organo sessuale femminile, in un libro esilarante e documentatissimo, nel quale idee preconcette, convinzioni diffuse e teorie blasonate vengono frantumate dal buonsenso e dalla logica di chi racconta il corpo delle donne nella sua forma e in base ai desideri che esprime, se li si vuole ascoltare. Un atto di accusa irridente, politicamente scorretto, che sposta il baricentro del discorso di genere, riportandolo all’origine del mondo.

Conoscete questi libri, ne avete letto qualcuno? Quali sono i libri che vorreste trovare nell’uovo di Pasqua?

Gioia

Gli argomenti di Aprile:

Ogni settimana proporremo una lista di 5 “cose”: 5 libri, 5 film, serie tv, personaggi, attori ecc ecc. A proporlo non saremo soltanto noi perché invitiamo anche voi a prendere parte attiva nella rubrica, iscrivendovi al gruppo facebook “Blogger: 5 cose che…” Per altre informazioni vi rimandiamo al post di presentazione che potete trovare QUI
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