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Sale tra le dita di Stefania Sabattini

Editore: bookabook
Anno di pubblicazione: 2019
Pagine: 348
Prezzo di copertina: 16.00€
Prezzo e-Book: 5.99€

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Sinossi.
Alfredo Rivarossa, uomo di mezza età dall’aspetto affascinante e dal carattere scostante, sorregge il peso di una famiglia piena di lividi, con una moglie imprigionata nel proprio silenzio e un figlio adolescente che ha trovato nella solitudine il rifugio più sicuro. Ad aiutarlo c’è Cipriana, singolare badante rumena che prova a incollare i cocci delle loro vite incrinate.
Qualche strada più in là, la famiglia Boeri è alle prese con la malattia della piccola Bettina. La madre, Silvia, si affanna come può per donarle serenità, in una corsa costante che a tratti sembra una fuga dalle sue stesse paure.
Due storie familiari che si sfiorano e si intrecciano, in un romanzo corale dal respiro dolceamaro.

Le vite di molti uomini, donne, bambini e ragazzi si incrociano in questa lettura ricca di patimenti e sentimenti, sofferenza e speranza.
La famiglia sgangherata dei Rivarossa è composta da Alfredo, proprietario di una piccola catena di negozi, che porta sulle proprie spalle un destino sfortunato: quello di sua moglie Leila, affetta da una grave malattia che rende la sua mente schiava di un corpo che non risponde alle sue volontà, incapace di esprimere tutto quello che c’è nella sua anima profonda e pura; ma anche il destino di suo figlio Gremmo, adolescente problematico che, alla compagnia dei suoi coetanei, preferisce i pomeriggi in solitudine; e anche quello di Sante, nonnino silenzioso ma saggio che percepisce e vede tutto quello che succede nelle quattro mura della casa dei Rivarossa.

La decisione di vivere nell’oggi Alfredo l’ha presa in un attimo. Gli è bastato poco per capire che interrogarsi è superfluo, che recriminare è inutile, che pensare al passato è dannoso. Le paure, ne è certo, non servono, sono materiale tossico che inquina l’esistenza. Alfredo sa che non è forza la sua, piuttosto uno scellerato istinto di sopravvivenza.

Sempre pronta a tendere una mano c’è Cipriana, la buffa badante rumena che ha, più e più volte, tenuto insieme i pezzi di una famiglia sguaiata ma piena di valori.
Ma, troppo spesso, Alfredo è consapevole di non farcela: i sensi di colpa, la convinzione di non riuscire ad essere sempre marito e padre esemplare lo rendono insicuro ed esitante, incapace di affrontare il tormento interiore di suo figlio e di tutti gli altri componenti.

La stessa insicurezza, gli stessi tormenti, sono la fonte delle notti insonni di Silvia Boeri. Sua figlia è affetta da Tricollomania: nel sonno le piccole e delicate manine di Bettina, inconsapevolmente, tirano i suoi morbidi capelli fino a strapparli. Ogni notte.
Ed ogni notte Silvia si interroga su quale sarà il suo domani, nella penombra e nell’incertezza si chiede se, nonostante l’essenziale aiuto dei suoi genitori, Tice ed Erio, e di suo fratello Fabiano, Bettina avrà mai il futuro che merita.

Così il mondo notturno della casa di Silvia e Bettina vede una madre che vaga da una stanza da letto all’altra a controllare la figlia mentre dorme, una madre preoccupata, che si sente impotente, una madre che crolla dopo aver tenuto duro tutto il giorno coi ritmi forsennati dell’essere sola e lavoratrice, una madre che di notte si lascia andare e nella penombra delle stanze fa esplodere la propria disperazione silenziosamente, per non svegliare la figlia.

Alfredo e Silvia…due genitori così differenti ma che condividono le stesse insicurezze. L’unica certezza però è quella di resistere, nonostante una forza terribile ed irruenta martelli continuamente sulle convinzioni e sulle paure, loro sanno che non possono arrendersi e devono farlo, unicamente, per la famiglia.

E’ la famiglia infatti il fulcro di ogni scelta, la possibilità di una rinascita che sembra distante e irraggiungibile ma che diviene sempre più nitida quando si ha la forza di combattere per le persone a cui si vuole bene.
E anche quando sembra che nessuna speranza sia rimasta all’orizzonte è la tenacia e la forza di volontà che riesce a cambiare un destino che sembra già scritto.

Ogni personaggio che incontriamo nella storia sta combattendo la propria battaglia personale contro dei nemici spesso invisibili ed insidiosi che si annidano negli anfratti più reconditi della propria anima, sfidandoli, lacerandoli nel ricordo di quello che era e nell’incertezza di quello che sarà.
Tutti i personaggi, simili nelle disavventure, così come i granelli di sale possiedono però la propria peculiarità, quella caratteristica che li rende ben distinti ed unici agli occhi del lettore, esplorandone paure ed esitazioni, tentennamenti e piccoli sprazzi di felicità e serenità.

Non c’è modo di appiattirlo questo grano di sale, premo con forza mentre lo passo fra il pollice e le altre dita; lo sento indeformabile, forgiato da aculei che non riesco a smussare.

Sale tra le dita è una storia intensa, ricca di emozioni e sentimenti contrastanti che si alternano nel lettore, affascinato dall’estrema opinione negativa che i protagonisti provano per loro stessi, da una quotidianità frustrante ma con una piccola luce costante di possibilità e speranza.

La narrazione, semplice e diretta, alterna capitoli brevi nel quale si approfondisce la psicologia dei personaggi a capitoli nel quale si concentra un’assidua corrispondenza fra due personaggi.

Ringrazio la casa editrice bookabook e l’autrice, Stefania Sabattini, per avermi dato la possibilità di leggere il loro lavoro.

Buona lettura!

L’autrice.
STEFANIA SABATTINI è nata nel 1972 in provincia di Reggio Emilia, dove vive e lavora. Laureata in Scienze politiche all’università di Bologna, si occupa di protezione dei dati personali ed è impiegata nella pubblica amministrazione. Scrive da quando era bambina. Sale fra le dita è il suo terzo romanzo, dopo È così fragile (2012) e Niente di Niente (2015). Nel 2013 ha pubblicato la raccolta di racconti L’osso e il blu ed è stata finalista al Premio Loria con il racconto Corsa neve freddo luce.

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