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Juvenilia di Jane Austen – L’incipit del Lunedì

Nessun saggio critico, per quanto perspicace, potrebbe mettere in risalto o illuminare l’ironica ambiguità dei grandi romanzi di Jane Austen meglio dei suoi juvenilia.

Questa l’introduzione a Juvenilia, la raccolta, edita Rogas Edizioni, con le opere scritte da Jane Austen dal 1787 al 1793.
I Juvenilia rappresentano, per molti studiosi e critici della Austen, importanti per lo studio della vera Jane Austen. Negli scritti, infatti, esce una Jane Austen dissacrante e si manifesta tutto il suo genio letterario.

L’incipit che vi presento oggi è quello della prima opera presente nel Volume primo della raccolta. Frederic ed Elfrida ben rappresenta l’idea generale dell’opera.

Incipit

Capitolo I

Lo zio di Elfrida era il padre di Frederic: in altre parole i due giovani erano primi cugini da parte di padre.
Nati tutti e due nello stesso giorno ed educati in una medesima scuola, non faceva certo meraviglia che la loro reciproca considerazione andasse oltre la pura e semplice buona educazione. Si amavano di un amore mutuo e sincero, tuttavia erano entrambi fermamente decisi a non violare le norme del decoro, confessando tale affetto all’amato o a chiunque altro.

Introduzione di Beatrice Battaglia
Traduzione di Stefania Censi e Adalgisa Marrocco
A cura di Adalgisa Marrocco
Con uno scritto di Virginia Woolf 

Juvenilia sono le opere scritte da Jane Austen adolescente, dal 1787 al 1793 e corrette anche in seguito fino alla vigilia della pubblicazione di Sense and Sensibility (1811). Il timore che la singolarità e la tagliente ironia di questi scritti giovanili potessero nuocere allʼimmagine della scrittrice impedì la loro diffusione per lungo tempo.

I ventisette brani sono raccolti in tre quaderni manoscritti, intitolati dallʼautrice come si soleva fare coi volumi dei romanzi contemporanei (Volume the FirstVolume the SecondVolume the Third). Si tratta di materiale eterogeneo, sia per quanto concerne la lunghezza che il genere: troviamo frammenti, romanzi brevi, romanzi epistolari, pezzi teatrali, versi e perfino un saggio storico. Allʼindomani delle prime novecentesche pubblicazioni, Virginia Woolf espresse sorpresa ed ammirazione per questi scritti giovanili, ma fu G. K. Chesterton il primo ad annoverare Jane Austen nella tradizione dellʼeccentrico, del burlesque e della parodia, accanto ad autori come Chaucer, Defoe, Swift, Fielding, Sterne, Butler. Con uno scritto di Virginia Woolf. Introduzione di Beatrice Battaglia.

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