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Scarafaggi di vetro di Claudia Polsinelli

Editore: bookabook
Prezzo cartaceo: 12.00€
Prezzo e-book: 6.99

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Sinossi.
Mario scrive a Virginia. Scrive di albe, rintocchi e lune piene; scrive da irato, fragile e docile davanti a caffè amari e luoghi da collezione.
Mario incontra Rachele, ma il corpo di donna che si insinua tra i suoi sogni notturni o in quelli a occhi aperti rimane lo stesso. Il profumo di tabacco secco e fragole che porta Virginia sul collo è solo suo e di giorni lontani.
Il passato diventa presente. Mario e Virginia sono scarafaggi distanti: uno pedina, l’altro si infila nel tempo futuro.
La corsa vana e la meta intangibile saranno vetro. Mille pezzi di vetro ed eterna ossessione.

Scarafaggi di vetro è una lettura intesa, ricca, profonda.

Mario è un giornalista che vive la sua vita in bilico fra i suoi sogni ed il muro di inappagamento e frustrazione.
Mario è ossessionato dal suo passato insieme a Virginia, la donna che non è riuscito mai a dimenticare, che costantemente riaffiora tra i suoi pensieri, senza tregua.
L’incontro con Rachele sembra finalmente la luce in fondo al tunnel.
L’uomo cercherà con tutta la sua determinazione di dimenticare finalmente il suo grande amore senza successo. Anche quando si troverà tra le amorevoli braccia di Rachele quello che Mario sentirà sarà il dolce respiro di Virginia, un ricordo che riaffiora spietato ed implacabile.

Chissà che fine fa ciò che non esiste più. Chissà dove vanno a finire i sogni che non riusciamo a realizzare. Per ora sono tutti qui, nella mia testa, come fantasmi che vengono a svegliarmi nel cuore della notte, con il capo coperto e un candelabro acceso tra le mani.

C’è qualcosa di strano che balza agli occhi del lettore, qualcosa di non chiaro ed immediato, qualcosa di inquietante, tetro.

L’ossessione di Mario diviene rabbia, mancanza, affetto.
Sentimenti così intensi e contrastanti, arrivano come onde improvvise e si schiantano inesorabili sulle paure e sulle fragilità di un uomo all’apparenza distrutto, incagliato in un passato che si ripete senza sosta.
Tutti i contrasti, tutte le sue insicurezze vengono a galla nelle lettere che, con costanza, l’uomo scrive a Virginia, ripercorrendo tappe di un percorso già scritto in un groviglio di emozioni e turbamenti.

La storia è raccontata solo e soltanto dal punto di vista di Mario, un viaggio interiore nei meandri di una mente così insicura che diviene complessa.
Un personaggio reale, estremo; il carnefice che diviene vittima e viceversa. Il lettore viene ammaliato dal modo col quale l’autrice riesce a sconvolgere ogni piano, come la realtà viene capovolta e sconvolta.

Scarafaggi di vetro è una storia che affronta temi attuali con delicatezza ed estrema originalità.
Il personaggio “cattivo” assume i contorni di un’anima estremamente reale del quale potersi fidare, una persona qualunque con le proprie debolezze, ma non per questo meno spregevole quando la verità viene a galla.

Se dovessi usare un solo luogo per riassumere la nostra storia, sceglierei questo. Sceglierei i ciottoli su cui slittavano le ruote della Vespa, la tenerezza con cui ascoltavi i discorsi in dialetto che si scambiavano le signore fuori dalla porta di casa, la scalinata che con te intraprendevo senza alcuno sforzo, senza che mi mancasse mai il fiato. Sceglierei la terrazza che si trova di fronte alla chiesa, dove di notte si vedono le stelle. Noi ci siamo stati di giorno. La tua pelle aveva assorbito l’odore del sole, qualche vecchietto con il cane interrompeva le nostre chiacchierate e il campanile suonava ogni quindici minuti. Poteva essere un giorno come altri, potevamo restare su quella panchina a fumare, a baciarci e a parlare di cose stupide, potevamo annoiarci, cazzo. Almeno una volta potevi farmi annoiare, no? Sapevi sempre cosa dire, rispondevi a tutte le mie domande, mi abbracciavi e mi facevi dimenticare tutto il resto. L’orologio segnava le cinque, ho chiamato il mio amico per chiedergli di uscire alle sette e tu hai riso quando gli ho detto che non serviva che si lavasse, che andava bene sporco com’era. Hai riso come non avevi mai fatto e io ho perso la testa. In quell’attimo ho saputo con certezza, per la prima volta, di essere innamorato di te.

Un amore che diviene chiodo fisso, una gabbia dal quale non è più possibile uscire per confrontarsi con un mondo duro e scostante: pura e morbosa ossessione.

Capitoli brevi, frasi essenziali che riflettono lo stato d’animo di un personaggio terribilmente tormentato ma che rendono la lettura scorrevole ed intrigante.

Ringrazio l’autrice, Claudia Polsinelli, per avermi dato la possibilità di leggere il suo lavoro in anteprima.

Buona lettura!

L’autrice.
Claudia Polsinelli.
Ho 27 anni e attualmente vivo a Firenze. Non credo che il mondo si limiti a ciò che vedo. Per questo, appena posso, parto. Ho vinto una sfida importante grazie a una valigia. Ho iniziato a scrivere a sei anni e, crescendo, la scrittura è rimasta il mio punto fermo. Le serie tv, invece, sono la mia ossessione.
Ho frequentato la triennale in Lettere moderne all’Università di Roma La Sapienza e ho lavorato come copywriter in un’agenzia pubblicitaria.
Mi sono trasferita a Torino per seguire il mio più grande sogno: diventare una scrittrice. Ho preso il diploma di Storytelling and Performing Arts della Scuola Holden. Ora sono al secondo anno della magistrale in Filologia e critica dell’Università di Siena e lavoro nella Fondazione Toscana Spettacolo.

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