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Gocce di Vino su Fogli Bianchi di Andrea Calugi

Editore: Giovane Holden Edizioni
Data di pubblicazione: maggio 2020
Pagine: 212
Prezzo di copertina: 15,00€
Prezzo e-book: 4,19€

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Sinossi.
Intrigante e caustica miscellanea in cui trentanove storie, dipanate in testi narrativi e poetici talvolta apparentemente diversissimi tra loro per tematica e genere, si combinano per raccontare un viaggio attraverso la quotidianità. Le avventure del giovane scrittore Alessio Pisani si incrociano con quelle di improvvisati suicidi, buontemponi, aspiranti poeti e musicisti mancati. Un universo di persone e personaggi che si muovono sul filo della disillusione, dell’amarezza, dell’amore, incapaci di adattarsi alle regole che la convivenza sociale impone o imporrebbe, distratti dai propri demoni, abbarbicati a una bottiglia. Come gocce di vino su fogli bianchi le loro vicende possono essere lette indifferentemente come un’epifania o come la volontà di vivisezionare emozioni e aspettative: una sorta di test di Rorschach senza errori e senza inganni. Andrea Calugi si conferma fine indagatore dell’animo umano.

Trentanove componimenti, trentanove piccoli ritratti di personalità differenti, caratteri variegati, viaggi interiori.

Un’analisi attenta su identità che vivono ai margini di una società nella quale predomina l’individualismo, l’incapacità di vivere nei panni altrui, mettendo in primo piano sé stessi e gli interessi della propria persona, senza empatia.
Uno sguardo attento su un mondo crudo e in bilico tra il vivere e il lasciarsi andare, in un moto eterno di indecisione e vigliaccheria, di possibilità e scelta.

Personaggi complessi che nascondono nelle proprie anime un pessimismo dilagante, un quadro dove ogni protagonista racconta la sua storia, che arriva per lasciare un’emozione, una pennellata di intolleranza e frustrazione.

Lo sapeva che vivere al limite era estremamente pericoloso; ma non tanto per il discorso di rischiare la vita, quanto per il fatto che ogni volta ti assuefai a quel limite che vedi o che ti sei dato e tutte le volte, sistematicamente, lo sposti sempre un po’ più in là, per continuare a percepire le vibrazioni, senza riuscire ad accorgerti di dove stai andando a finire. Fino a quando un bel giorno non riesci più a pizzicare le corde della vita o dell’eccitazione che prima ti facevano scorrere l’adrenalina nelle vene e ti ritrovi perso nel nulla, vuoto, disperato, non vivo.

E così il lettore fa la conoscenza di Giulio che a 35 anni non ha ancora trovato un lavoro, di Federico amante della solitudine e della tranquillità, di Giorgio che sogna il coraggio ma vive nel terrore del buio e delle tenebre.
Di Paolo, aspirante poeta; di Remo dalla memoria infallibile.
Lorenzo con la passione per la musica e Alessio Pisani, giovane scrittore che fa visita a un’istituto psichiatrico dove incontra Andrea, scortato dal dottor Roberto.

Ed ecco che pagina dopo pagina, birra dopo birra, come tanti clienti abituali che si alternano in un locale, cade il velo di apparenza nel quale le anime spesso si nascondono per celare le proprie debolezze, le proprie paure, i propri limiti.

Come tante gocce di vino che cadono su una pagina bianca per macchiarla, renderla imperfetta ma così reale e autentica, le menti sono finalmente libere di esprimersi coi propri difetti e nelle mancanze.

La libertà è niente se non sai cosa fartene. E’ un’arma a doppio taglio; se non la sai usare o non la usi bene ti si ritorce contro, può farti male…come una pistola; se non la tieni salda tra le mani e con le braccia tese rischi che il rinculo ti faccia male o ti faccia cadere l’arma, o se tenuta in maniera non corretta anche il carrello o il cane rischiano di ritorcersi contro chi l’utilizza. Libertà significa non avere linee guida, sentieri già battuti, indizi, ma conoscersi bene. Se non la sai usare ti travolge, ti fa mancare il fiato, ti fa sentire perso. Perché è come ritrovarsi nel bel mezzo di un immenso deserto, in cui devi sapere da solo dove andare.

I personaggi sono principalmente uomini e le poche donne presenti vengono raccontate dal punto di vista maschile (una menzione speciale va sicuramente al racconto “Have a little faith in me” che strappa un sorriso nella nota a margine).
Ognuno di loro sa che la vita è dura, che spesso costringe a mettere da parte i propri sogni, guardarli da lontano, vederli sfumare in un mare di vizi, opportunità perse, di sconfitte. E non si può non fare i conti con il costante pensiero della morte, spesso vista come una liberazione dall’eterna condanna.

Racconti malinconici trovano speranza nelle poesie ricche di amore e dolcezza che il lettore trova sparpagliate qua e là nel corso della lettura.
Anch’esse però nascondono un pizzico di tristezza.

Attraverso un’ironia sottile e pungente e uno stile crudo ma ricercato l’autore esplora le profondità dell’animo umano in ogni dettaglio, nulla è lasciato al caso.

Sia nel lavoro sia in amore, è sempre una questione di persone. Da aspettare, da inseguire, da amare, da lasciare, con cui parlare, con cui incazzarsi, di cui fidarsi, su cui investire, per cui combattere, per cui vivere.

Ogni racconto è spunto per una riflessione. Va assaporato, degustato a piccoli sorsi.
Proprio come un bicchiere di buon vino.

Ringrazio l’autore, Andrea Calugi, per avermi dato l’opportunità di leggere il suo lavoro.

Buona lettura!

L’autore.
Andrea Calugi. E’ nato a Empoli nel 1983 e vive a La Scala, una piccola frazione di San Miniato (Pisa). Con il diploma di ragioniere e tanti sogni in tasca è ancora in cerca del suo futuro, tra un libro da leggere, una pagina da scrivere, una canzone da ascoltare e un bicchiere di buon vino da bere. Ha già pubblicato “Oggi non ci sono” (2013), “Sogni di rock’n’roll”, Giovane Holden Edizioni (2918), che ha ricevuto la Segnalazione di Merito al Premio Internazionale Giglio Blu di Firenze 2019 e si è qualificato quinto ex aequo al Premio Letterario Internazionale Città di Sarzana 2019, “Gocce di vino su fogli bianchi”, nella versione inedita, ha ricevuto nel 2018 il Premio Speciale della Giuria al Premio Autori per l’Europa di Empoli.

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