Il diario del silenzio Libri per due
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Il diario del silenzio – Storie reali di quarantena di Martina Vaggi

Data di pubblicazione: 22 ottobre 2020
Pagine: 263
Prezzo di copertina: 13,00€
Prezzo e-book: 4,49€

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Sinossi.
Cinquanta storie raccontano la vita e il processo di cambiamento di pazienti, infermieri, medici, imprenditori, insegnanti, aziende e persone comuni, durante il periodo di maggiore impatto del Coronavirus.
Il ricovero dal punto di vista dei pazienti, la corsa di infermieri e medici nei reparti Covid, gli imprenditori che chiudono l’azienda e altri che cercano di sopravvivere: la didattica a distanza, lo smart working, i parenti che salutano i loro cari da dietro uno schermo. La spiritualità, la fede, il silenzio che avvolge le città.
Attraverso i luoghi e le date i racconti intrecciano storie reali individuali con eventi storici accaduti durante i mesi della quarantena.

Il diario del silenzio

Ho trascorso due mesi a cercare persone che avessero vissuto esperienze. Le ho trovate, le ho ascoltate, le ho custodite dentro di me.
Ogni loro esperienza io l’ho vissuta attraverso i loro occhi.
Mi sono immersa completamente nella loro vita attraverso le loro parole.
Tutto quello che loro mi raccontavano io lo assorbivo, diventava come inchiostro sulla mia pelle.
E io ho usato quell’inchiostro per scrivere di loro.

Sono queste le parole dell’autrice che usa per descrivere la sua esperienza di ascolto e scrittura. E sono queste le parole che userei per descrivere, come lettrice, l’esperienza di lettura de “Il diario del silenzio – Storie reali di quarantena”.

Tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo 2020 ognuno di noi si è trovato a vivere un’esperienza inverosimile.
Come in un film spaventoso e terribile la pandemia da Covid-19 ha travolto un’intera umanità lasciandola avvolta in un silenzio surreale.
Come in un film le strade si sono svuotate, i negozi di alimentari sono stati presi d’assalto, è entrato in vigore il coprifuoco, così come durante una guerra.
Una guerra che si muove silenziosa, una battaglia dai risvolti catastrofici.
Come in un film, così reale.

Martina porta il lettore con sé in un viaggio, diario fatto di disperazione, sacrificio, paura.
Tante voci, così differenti ma accomunate da un unico destino, che formano un coro di incertezze, fragilità.

Michele, 9 anni, vive a Codogno.
Michele è un bambino sveglio che ama giocare con la sua palla, anche sotto la pioggia.
La sua palla rotola libera tra prati, tra le strade fino alla campagna.
Ma quel giorno c’è qualcosa che stona: c’è un signore grande e grosso, in piedi accanto al cartello che delimita il paese, con in mano la sua paletta pronto a fermare chiunque attraversi il confine.
Ed è proprio quel signore, vestito da poliziotto, che gli chiede di tornare a casa poiché dal 21 febbraio, a Codogno, è entrata in vigore la quarantena.
E aggiunge…

“Da ora in avanti, non avvicinarti alle persone. Non è più consentito. Hai capito?” il militare parlò scandendo bene le parole, quasi come se Michele non ci sentisse bene.
“Si” ebbe la forza di rispondere lui, in maniera flebile. Poi si voltò e corse via.

E’ l’inizio di una quotidianità stravolta.
Una routine in cui è normale nascondere il proprio sorriso sotto una mascherina, nel quale è consentito uscire soltanto per fare la spesa, una volta a settimana, o per necessità, in cui il lavoro diviene smart o scompare del tutto dalle vite di molti, nel quale il silenzio entra fin dentro l’anima.

La confusione diviene la compagna che ci tiene per mano, l’apatia scandisce le giornate che si intervallano sempre uguali, ora dopo ora, l’angoscia attanaglia molti cuori.

Nulla di nuovo, quindi, rispetto alla normalità della vita di Paolo in caserma.
Nulla di nuovo, a parte il cambio dell’orario. E il fatto che fuori ci fosse un silenzio di tomba. Nulla di nuovo, a parte il suono, persistente e continuo, delle ambulanze che continuavano a passare in città. A parte questo, nulla di nuovo, davvero. Se non fosse che, quella situazione surreale ed apocalittica, alla fine aveva raggiunto anche loro.
[…] Lavorava come vigile del fuoco da molti anni ormai e mai nella vita aveva pensato di ritrovarsi a vivere una situazione così.

I turni di Paolo e di tutti i suoi colleghi sono cambiati repentinamente nel giro di una settimana: le ore si sono raddoppiate per tutti i vigili del fuoco.
Dalle otto del mattino il turno termina alle otto del mattino dopo.
Tutto per evitare il contatto e limitarlo il più possibile.

Quel contatto che, dove possibile, si cerca di restringere con l’utilizzo di un computer: un apparecchio elettronico così impersonale, asettico, un ammasso di hardware e fili, quella tecnologia che diviene il collegamento tra noi e il resto del mondo. Con gli amici, gli affetti, i compagni di scuola.
Eleonora ama così tanto il suo lavoro di insegnante.
Ma si trova così disorientata nell’affrontare la didattica a distanza. Tanto quanto i suoi allievi.

“[…] la prof. Eleonora aveva potuto notare come la scuola rappresentasse per i suoi studenti la normalità. Era un momento di condivisione, di relazione, di tranquillità: di regolare abitudine in quel nuovo mondo che li aveva travolti tutti come un tornado.

Abitudini stravolte.
Nuove storie da raccontare. Con un finale spesso tragico.
Nuovi protagonisti, moderni supereroi.

“Signorina, devo confessarle una cosa.”
Valentina innestò l’ago nel catetere attaccato al braccio del paziente e gli rispose: “Mi dica pure.”
[…] “Sa, signorina, io non so se sia mora o bionda. Se è bella oppure no. Tutto questo io non riesco a vederlo ma una cosa la vedo: le sorridono gli occhi.”
Prese una pausa. Faceva fatica a respirare. Poi continuò: “Grazie per tutto quello che state facendo per noi.”

Il diario del silenzio è una lettura intensa e toccante nella quale cinquanta voci raccontano la propria esperienza, le proprie emozioni e sensazioni.
Il lettore può facilmente rispecchiarsi in uno o più racconti.
Una moltitudini di sguardi, situazioni, evoluzioni che si alternano senza sosta: c’è chi ha dovuto reinventarsi come il signor Giacomo e sua figlia Margherita, chi è riuscito a dare finalmente la giusta importanza agli affetti come Donatello, chi ha dato il proprio aiuto senza chiedere nulla in cambio come la signora T. e don Amedeo, chi ha chiuso i battenti e chi ha offerto nuovi servizi, chi si è trovato solo e spaesato e chi ha trovato la propria strada.

Il libro si divide in tre parti: i racconti ripercorrono l’evoluzione, i cambiamenti che arrivano repentini a sconvolgere nuovi equilibri.
Attraverso una scrittura lineare e pulita l’autrice riesce a trasmettere emozioni che affiorano vivide.
Una narrazione fluida e scorrevole che ripercorre una parte della nostra vita che rimarrà indelebile nei nostri cuori.
Ricordi fatti di silenzio.

Ringrazio l’autrice, Martina Vaggi, per avermi dato l’opportunità di leggere il suo lavoro.

Buona lettura!

L’autrice.
Martina Vaggi nasce a Voghera il 19 agosto 1991. Laureata in Lettere Moderne all’Università degli studi di Pavia, scrive fin dai primi anni universitari per vari giornali cartacei locali e per alcuni giornali digitali. Dopo la laurea collabora con Jab Media TV, una web tv punto di riferimento per l’informazione in provincia di Pavia. Trova lavoro nel campo della ristorazione a venticinque anni, continuando a coltivare il sogno di scrivere un libro: nel 2017 nasce Pensieri surreali di gente comune, un blog che si appoggia alle pagine Facebook e Instagram, dove l’autrice quotidianamente dà voce a pensieri, emozioni e riflessioni che coglie dalla vita quotidiana sua e di altri.
L’idea di questo libro nasce in quarantena, quando l’autrice decide di tenere un diario dove annota tutto ciò che prova e vive ogni giorno di reclusione.
Attualmente vive a Sale, un paese in provincia di Alessandria.


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