Intervista col vampiro Recensione
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Intervista col vampiro di Anne Rice

«Ce n’è abbastanza per la storia di una vita?»

Inizia così l’intervista tra Daniel, giornalista, e Louis De Pointe Du Lac…vampiro!

Intervista col vampiro di Anne Rice (1976, edizione Longanesi 2010, traduzione di Margherita Bignardi) è il primo romanzo della serie “Cronache dei vampiri“, in cui al centro ci sono proprio queste misteriose creature, grazie alla quale Anne Rice è considerata tra le più importanti autrici horror. Quella del vampiro è tra le figure dominanti del genere gotico/horror ma i vampiri dei romanzi della Rice aggiungono qualcosa in più agli stereotipi a cui la letteratura ci aveva abituato.

La storia di Louis inizia nella tragedia a New Orleans nel 1791, con il suicidio di suo fratello. Louis non trova più ragione per continuare a vivere ed è proprio nel momento peggiore, in cui decide di farla finita, che entra in scena un personaggio che sarà per lui determinante: il vampiro Lestat.
L’aurea di mistero attorno a lui, unita al fascino in grado di convincere e alla capacità di ammaliare riescono a catturare Louis. Lestat gli propone infatti qualcosa che nessuno sarebbe in grado di dargli: l’immortalità.

Intervista col vampiro - Longanesi Edizioni

Ma com’è intervistare un vampiro?
Inizialmente Daniel si dimostra impacciato, quasi impaurito: trovarsi davanti a una creatura così enigmatica non è semplice. All’inizio del romanzo, l’intervista è ricca di botta e risposta, tra intervistatore e intervistato. La curiosità da parte di Daniel, come è immaginabile, è molta. Con l’avanzare del racconto da parte di Louis il dialogo tra i due si assottiglia sempre di più. Addentrandoci nella storia, ci addentriamo anche nelle sue riflessioni. Domanda dopo domanda, si scava sempre di più nell’anima del vampiro e, nonostante Louis lo sia ormai da 200 anni, quello che si fa spazio è il suo animo umano.

Era il distacco che rendeva possibile tutto questo, era una sublime solitudine quella con cui Lestat e io ci muovevamo nel mondo degli uomini mortali.

I tormenti di Louis, però, non scompaiono con la sua trasformazione. Al contrario si evolvono e, per certi versi, aumentano con la sua nuova natura. Quello che Louis cerca in Lestat sono risposte. Da principio riscontri sulla quotidianità: come “vive” un vampiro? Di cosa si nutre? Dove e quando dorme? Fino ad arrivare a questioni ben più importanti e considerevoli sul loro essere vampiri. Risposte che però tardano ad arrivare.

Lestat è completamente diverso rispetto a Louis: più sfrontato, irriverente, senza alcun tipo di timore. I due sembrano essere complementari. Tutto questo porta Louis a volersi allontanare. Ed è allora che Lestat decide di cambiare di nuovo le carte in tavola, di provare a trattenerlo a sé, aggiungendo, inaspettatamente, una terza persona al loro duo: la piccola Claudia, una figura chiave nelle dinamiche del loro rapporto.

Era come se quella notte fosse stata soltanto una di mille e mille notti, in un mondo senza fine, una notte che si curvava in un’altra notte, descrivendo un grande arco di cui non potevo scorgere la fine, una notte in cui vagavo solo sotto un gelido, indifferente firmamento.

Quello al centro di Intervista col vampiro è un nuovo modo di guardare ai vampiri. Pur rimanendo alcune caratteristiche tipiche di queste creature (vivono di notte evitando la luce, cacciano in cerca di sangue fonte di nutrizione) e perdendone altre (nessun potere verso di loro delle croci o dell’aglio), quello a cui si dà grande spazio è la loro interiorità.

Ed è con queste caratteristiche che ci viene presentato Lestat: personaggio principale che rimane però in secondo piano. I misteri che porta con sé rimarranno quindi tali, facendoci intuire che il suo personaggio sarà approfondito nei romanzi successivi della serie.

Con Louis, invece, il lettore fa un passo in avanti o meglio più in profondità. Al centro delle sue riflessioni ci sono due temi ricorrrenti: la paura della solitudine eterna e il male.

Sono dannato? Vengo dal demonio?

Non vi sarebbe stata quiete nella dannazione, non poteva essercene.

Un mostro ma con un’anima, anzi uno “spettro con un cuore pulsante“, come si definisce Louis stesso, in cerca della conoscenza. La sua natura riflessiva lo porta a ragionare continuamente sulla contrapposizione tra bene e male, tra vita e morte. Una conoscenza che cerca continuamente attraverso i suoi simili, creando con loro dei rapporti di dipendenza nei loro confronti. Ma se non riusciva a sentirsi adatto e in equilibrio con sé stesso nella vita da umano, dopo la sua trasformazione, questo equilibrio tarda ad arrivare. Si rende fin da subito conto che sarà molto difficile arrivare alla piena consapevolezza di se stesso.

«Perché se Dio non esiste noi siamo le creature che hanno il più alto grado di coscienza di tutto l’universo. Solo noi comprendiamo il passare del tempo e il valore di ogni minuto della vita umana. E ciò che costituisce il male, il vero male, è la soppressione di una sola vita umana. Che un uomo debba comunque morire domani o il giorno dopo o alla fine…non ha importanza, perché se Dio non esiste, questa vita…ogni secondo di essa…è tutto ciò che abbiamo.»

“Ti capisco troppo bene…”dissi. “L’origine di tutto, il vero male è stato per me quella passività”.

Sebbene nelle riflessioni di Louis ci sia una ripetitività che porta ad avere alti e bassi nel ritmo della narrazione e della lettura, Anne Rice in Intervista col vampiro, riesce a creare una storia coinvolgente e accattivante. Così come Daniel, rimaniamo affascinati dal racconto di Louis, quasi al punto di desiderare anche noi di diventare uno di loro…

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