5 cose che

5 classici italiani

Leggendo l’argomento di oggi per la rubrica 5 cose che ho pensato “Facile…io amo leggere i classici!” Ma mi è bastato soffermarmi a pensare ai titoli da inserire per soli 5 secondi per rendermi conto che non sarebbe stato così facile. Sebbene infatti io non abbia problemi con i classici della letteratura inglese, ad esempio, (un po’ meno con la letteratura russa o con quella francese…) è ormai assodato che io abbia una vera e propria lacuna per quanto riguarda la nostra letteratura. Un conto è ovviamente aver “studiato” le opere dei nostri più grandi scrittori, un conto è, per puro piacere personale, averle lette. Non solo. Mi sono resa conto di avere una “lacuna nella lacuna”: i titoli che mi sono venuti in mente sono per la maggior parte classici “moderni”, scritti a ridosso della seconda metà del ‘900.

Ecco quindi 5 classici italiani:

Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino

Calvino, per la mia personalissima esperienza di lettrice, è l’esempio lampante di quanto sia diverso studiare un autore sui libri di scuola e ritrovarlo poi nel corso del tempo. L’ho riscoperto infatti solo qualche anno fa grazie alla lettura di “Se una notte d’inverno un viaggiatore” ed è stato amore a “seconda” lettura. Tra i suoi romanzi preferiti c’è Il sentiero dei nidi di ragno, il suo primo romanzo, pubblicato per la prima volta nel 1947, al centro c’è la Resistenza italiana ma la particolarità sta nella scelta del protagonista: Pin, un bambino.

Pin è un ragazzo nato e cresciuto nei bassifondi, orfano, con una sola sorella che fa la prostituta. Cerca di trovare il proprio posto nell’ambiente in cui vive, si dimostra spavaldo, non sembra aver paura di niente, ma è quando rimane solo, lungo il sentiero che porta ai nidi di ragno che riesce ad essere veramente se stesso, con tutte le sue paure e i suoi dubbi. Tutto quello che vorrebbe è trovare un amico, una persona che lo accetti per quello che è. Pin si trova a collaborare con i partigiani, vive con loro l’odio per i nazi-fascisti anche se molti non si rendono nemmeno conto del perché di tutto questo. Le descrizioni degli eventi si mescolano alle parti di avventura che a loro volta vengono intervallate dai discorsi politici e filosofici dei personaggi.

L’Agnese va a morire di Renata Viganò

Rimango in tema Resistenza, con una vera e propria testimonianza di quel periodo storico. Un libro che ho letto solo lo scorso mese. L’Agnese va a morire è stato pubblicato nel 1949 ed ha una componente fortemente autobiografica visto che la Viganò stessa fu partigiana. Tutto ruota attorno alla protagonista, l’Agnese è una lavandaia delle Valli di Comacchio. Colpita direttamente dalla spietatezza dei nazisti, si trova al fianco dei partigiani e sposa la loro causa. Un racconto emozionante, malinconico ma estremamente realistico.

Il turno di Luigi Pirandello

Quando si parla di classici italiani sembra quasi impossibile non nominare Pirandello. Per la lista di oggi ho voluto citare una sua opera meno conosciuta. Il turno è un romanzo (il secondo dell’autore) pubblicato nel 1902 ed è caratterizzato da tutti elementi tipici della letteratura pirandelliana. Al centro della vicenda il matrimonio di convenienza che Marcantonio Ravì ha in mente per sua figlia Stellina. Il suo progetto però non è così facile da realizzare e l’imprevedibilità della vita farà scombinare i suoi piani e quelli di Pepè Alletto, giovane innamorato di Stellina.

Il deserto dei tartari di Dino Buzzati

Anche Buzzati è un autore che ho (ri)scoperto solo di recente. Il deserto dei tartari è un romanzo del 1940. Il protagonista è Giovanni Drogo, il giovane viene nominato ufficiale alla Fortezza Bastiani, una fortezza che domina il cosiddetto “deserto dei Tartari”. Da molti anni nessun nemico appare all’orizzonte e questo silenzio è destinato a protrarsi nel tempo. Nonostante questo, estraniato ormai dall’esterno, Drogo riesce a trovare nella Fortezza il suo posto nel mondo. Un romanzo sull’attesa e sullo scorrere inesorabile del tempo.

L’isola di Arturo di Elsa Morante

Concludo con un’autrice e con un romanzo che non hanno certo bisogno di presentazioni. Per adesso è l’unica sua opera che io abbia letto ma sono rimasta affascinata dal suo stile di scrittura. Il romanzo, pubblicato nel 1957, è ambientato sull’isola di Procida. Ma l’isola non è soltanto un’ambientazione che fa da sfondo, è essa stessa protagonista. Arturo è orfano di madre e vede solo raramente il padre. Arturo è alla ricerca di quell’amore che gli è mancato per tutta la vita. L’arrivo sull’isola di Nunziata, la nuova sposa di suo padre sarà per lui determinante.

Quali sono, sono voi, i classici italiano da leggere?

Ogni settimana proporremo una lista di 5 “cose”: 5 libri, 5 film, serie tv, personaggi, attori ecc ecc. A proporlo non saremo soltanto noi perché invitiamo anche voi a prendere parte attiva nella rubrica, iscrivendovi al gruppo facebook “Blogger: 5 cose che… Per altre informazioni vi rimandiamo al post di presentazione che potete trovare QUI

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