Mansfield Park di Jane Austen

Ciao lettori! Dopo un po’ di tempo, torno a parlarvi di un romanzo di Jane Austen. Il progetto Jane infatti vuole racchiudere tutto ciò che riguarda questa scrittrice ed iniziare dai suoi romanzi è d’obbligo. In questo viaggio cronologico nei suoi romanzi principali, Mansfield Park è la terza tappa. Dopo Ragione e Sentimento e Orgoglio e Pregiudizio, conosciamo Fanny Price, così diversa dalle protagoniste precedenti. In cosa si differenzia? Non vi resta che leggere la recensione.

 

Anno: 1814
Edizione: Grandi classici, Crescere Edizioni

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La protagonista del romanzo, Fanny Price, a causa delle condizioni disagiate della sua famiglia viene affidata a dei ricchi parenti di Mansfield Park, i Bertram. La bambina cresce assieme ai quattro figli della coppia: Tom, Julia, Maria che la trattano sempre con sufficienza, ed Edmund l’unico dei quattro che le mostra gentilezza. Fanny ha anche la zia Norris, che vive poco distante e che non perde occasione per umiliare costantemente la ragazza. Dopo l’arrivo di due nuovi vicini, i fratelli Crawford, Henry e Mary, comincianoa frequentarsi: Henry corteggia entrambe le sorelle Bertram e Mary prova attrazione, ricambiata, per Edmund, anche se lo stesso è preoccupato dalla sua mancanza di contegno. Con l’arrivo di un amico di Tom, i ragazzi decidono di mettere in scena l’opera Lover’s Vows, il cui contenuto è giudicato da Edmund e Fanny scandaloso. Le prove diventano il mezzo con cui i ragazzi si scambiano e manifestano i loro sentimenti, ma tutto finisce quando Sir Bertram, tornato a casa dopo due anni di assenza, impone a Maria di sposare il suo vecchio fidanzato. Henry allora si propone l’obiettivo di sposare Fanny, ma lei rifiuta,visto il comportamento scorretto che ha avuto coi cugini. Sir Bertram allora la rimanda dalla sua famiglia, con la speranza che le ristrettezze economiche le facciano cambiare idea. Viene poi a sapere che Maria ed Henry sono fuggiti insieme e Fanny viene richiamata a Mansfield Park dagli zii. La fuga di Maria ed Henry ha un esito disastroso: Maria confinata dal padre in campagna ed Henry perde per sempre Fanny. Edmund deluso dallo scandalo rompe ogni rapporto con Mary e comincia a prestare attenzione a Fanny…
 
Recensione
 
Mentre Ragione e Sentimento e Orgoglio e Pregiudizio, erano per me riletture, il viaggio che ho deciso di intraprendere tra i romanzi di Jane Austen, è continuato con una lettura per me inedita. Con le letture precedenti ci sono dei punti in comune ma molti sono anche gli elementi che differenziano i vari romanzi.
Rispetto alle altre due letture ho arrancato nella lettura. Il primo motivo riguarda i personaggi con cui non sono riuscita a creare quel tipo di rapporto intimo. In poche parole, non sono riuscita ad affezionarmi ai personaggi. Prima fra tutti Fanny, la protagonista di questo romanzo, così distante da Marianne ed Elinor di Ragione e Sentimento ed Elizabeth Bennet di Orgoglio e Pregiudizio, anche se un punto in comune c’è.
 
Diverso è sicuramente l’ambiente familiare in cui si svolge la storia. Fanny infatti viene affidata ai Bertram, alla sorella di sua madre che ha disposizioni economiche maggiori, nonostante abbia già quattro figli. Fanny infatti cresce con loro, o almeno ci prova, dato che i rapporti con Tom, Julia e Maria sono minimi. Fin dall’inizio però con il quarto figlio, Edmund, capisce che c’è un certo feeling. I due riescono a capirsi e con il passare del tempo e degli anni, il loro rapporto diventa sempre di più una forte amicizia.
Fanny cresce così all’ombra dei fratelli e soprattutto delle sorelle Bertram, accondiscendente, rispettosa, pacata e molto, molto passiva. A rompere un po’ gli schemi tra i ragazzi ci sono due nuove persone: i fratelli Crawford Henry e Mary. E con l’aggiunta di un amico di Tom, i ragazzi decidono di preparare uno spettacolo teatrale. Per Fanny ed Edmund è quasi inammissibile, “cose ne direbbe il Signor Betram?” è il pensiero costante della ragazza. Per questi motivi decide di tirarsene fuori, a differenza di Edmund che, dopo l’esitazione iniziale, decide di farsi coinvolgere, provocando in Fanny una delusione a cui, ovviamente, non reagisce, o almeno non apertamente.
La prima metà del romanzo di concentra infatti sulla preparazione dello spettacolo, le prove, le varie relazioni che si creano tra i personaggi e la presentazione degli stessi. Solo nella seconda parte l’attenzione si focalizza su Fanny, l’unica, ancora una volta che si è dimostrata ligia al volere della buona educazione.

Così come dovrebbe essere la ragazza di buona famiglia per essere amata. Il prezzo (Price, niente è lasciato al caso) da pagare pur di apparire.
Solo in un punto sembra rimanere salda ed è l’elemento che la avvicina alle altre eroine austeniane: sposerà l’uomo che ama…ma sarà veramente così?
 
Come in tutti i romanzi della Austen anche qui alla fine il matrimonio c’è, ma si può parlare veramente d’amore? Fanny sembra essere la seconda scelta. La seconda (o terza) scelta di Henry dopo Maria e Julia, la seconda scelta di Edmund dopo Mary.
Alla sua prima proposta di matrimonio decide di dire no, di ribellarsi ai consigli del signor Bertram e di Edmund ma lei rimane ferma nella sua decisione. La “punizione” però non tarda ad arrivare, infatti suo zio, pur di provare a farla cambiare idea deciderà di mandarla per un breve periodo a fare visita alla sua famiglia
E’ in questo momento del romanzo che la protagonista appare per quello che è diventata. Si scontra con la realtà, una realtà che non le appartiene più e che quasi disprezza, abituata ormai ai dettami di una società che le ha portato via la spontaneità e la personalità.

In questo romanzo la critica alla società del tempo che ritroviamo nelle opere della Austen, fa perno proprio sulla sua protagonista. Ed è per questo che è forse più aperta e sfrontata rispetto alle altre sue opere, perché più realistica. A differenza delle altre eroine che sovvertono le convenzioni Fanny, in qualche modo, le accetta ed è, per questo, molto più vicina alla realtà dell’epoca rispetto ad esempio ad una Elizabeth Bennet che rispecchia i valori e le opinioni della stessa Jane Austen, proiettate sicuramente verso il futuro.
In questo romanzo vince la morale tradizionale ed è per questo che ho apprezzato questo libro come spaccato della società Regency, in cui però è sempre presente, come un filo invisibile che lega tutta la narrazione, l’osservazione ironica ed il sarcasmo tipici di Jane Austen.

Mansfield Park è un romanzo in cui la riflessione ha una parte molto importante. Le riflessioni della stessa protagonista occupano grande spazio all’interno del libro è questo infatti un altro elemento che lo differenzia dai romanzi precedenti. Le descrizioni sono più minuziose e dettagliate, la narrazione, con pochi colpi di scena, risulta quindi più lenta, influenzando così anche il ritmo della lettura.
Anche da parte del lettore suscita riflessione. Se a primo impatto il romanzo può risultare poco apprezzabile, solo in un secondo momento, a lettura ultimata, abbiamo una visuale completa del messaggio che Jane Austen vuole inviare alle sue contemporanee.

Sebbene il romanzo sia infatti considerato il meno apprezzato, consiglio vivamente la lettura di Mansfield Park, per scoprire il pensiero della Austen da un altro punto di vista.

Gioia
 

 

Una risposta a “Mansfield Park di Jane Austen”

  1. Ciao Gioia,
    io adoro la Austen! Anche se questo non è il mio libro preferito da lei scritta (è Orgoglio e Pregiudizio ovviamente) devo dire che la lettura di questo libro mi è piaciuta lo stesso. Il personaggio di Fanny è diverso dagli altri da lei descritti e un pò tutta l'ambientazione è diversa, tuttavia si vede lo stesso che dietro c'è la sua penna, quella della Austen e quindi anche solo per questo ho apprezzato il libro

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